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Cronache

La soglia del 30% degli studenti stranieri in Emilia-Romagna riguarda circa 5.000 classi

Rassegna stampa di Repubblica Bologna: come incide in Emilia-Romagna il decreto che impone la soglia del 30% agli studenti stranieri nelle scuole?

Libri su un banco di scuola (©depositphotos)
Libri su un banco di scuola (©depositphotos)

Come riportato da Marco Bettazzi su Repubblica Bologna, in Emilia-Romagna sono circa 5.000 le classi che superano la soglia del 30% di studenti stranieri, pari a circa una classe su cinque (il 20,6% su quasi 25.000 classi attive nell’anno scolastico 2024/2025). Le concentrazioni più elevate si registrano nelle province di Piacenza (34%) e Parma (33%), mentre a Bologna le classi oltre limite sono 880 (16,9%).

Va però anche detto che il testo del decreto è decisamente “ridimensionato” rispetto a quanto dichiarato inizialmente.

Come funziona il decreto sulla soglia agli studenti stranieri e chi riguarda

Il provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri stabilisce che il tetto del 30% si applica esclusivamente alle prime classi di scuole elementari, medie e superiori e che la restrizione riguarda gli studenti stranieri che non hanno frequentato a sufficienza il sistema scolastico italiano, in particolare quelli appena entrati nello stesso.

Sono infatti esclusi dal calcolo i bambini e gli studenti che hanno già frequentato 2 anni di scuola dell’infanzia o 3 anni nei cicli scolastici successivi.

Al momento l’Ufficio scolastico di Bologna attende le indicazioni operative per l’applicazione della norma che potrebbe non essere di così semplice gestione, quando addirittura inapplicabile.

Le reazioni contro la misura decisa dal Governo

La norma ha suscitato accese polemiche nel territorio regionale, con la Segretaria regionale della FLC CGIL Monica Ottaviani che ha definito il decreto fondamentalmente inattuabile e di pura propaganda, evidenziando come l’integrazione potrebbe essere favorita con classi ridotte e quindi maggiori investimenti in docenti e sostegno.

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha invece criticato le modalità di annuncio, giudicando inopportuno inserire la vita dei bambini nella campagna elettorale.

Vedremo come evolverà la situazione una vota che saranno stati definite le indicazioni operative da parte del Ministero ma anche a Bologna, soprattutto nelle scuole di alcuni piccoli centri, dal nostro punto di vista potrebbe essere impossibile rispettare le normative.

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