Dopo una carrellata iniziale su alcune curiosità generali relative ai Portici di Bologna, approfondiamo il discorso concentrandoci sui portici di legno che vediamo oggi a Bologna.
Attualmente, i portici lignei sono il frutto di rimaneggiamenti, restauri e addirittura reinvenzioni soprattutto otto-novecentesche. Restano suggestivi, ma questa è la realtà. Ma vediamo più da vicino sia questi portici che gli edifici che li contengono.
Portici lignei di Bologna: Casa Rampionesi in via del Carro 4
Costruito nel XII secolo mostra il tipico portico a pilastri in legno con doppi puntoni. Nota anche come Casa Reggiani ingloba la base della Torre Marcheselli di cui si vedono blocchi di selenite sotto il portico.

Casa Rampionesi a Bologna
Casa Rubini-Azzoguidi in via S.Nicolò
Attualmente la casa Rubini-Azzoguidi è parte dell’Hotel Corona d’Oro. Costruita nel XIV secolo è stata restaurata nel 1905. Presenta uno dei più caratteristici portici lignei bolognesi, con una bella facciata gotica. Qui, nel 1470, pare che Baldassarre Azzoguidi avviò la prima tipografia bolognese.

Casa Rubini-Azzoguidi a Bologna
Ex-orfanatrofio San Leonardo in via Begatto
Piccolo fabbricato del XIV secolo, poi restaurato nel 1903, presenta portico a colonne con puntoni in legno, aiutati da un imponente pilastro in mattoni in angolo.

Ex-orfanatrofio San Leonardo in via Begatto
Casa Gombruti in via Gombruti 7
L’edificio risale probabilmente al XVI secolo, ultimo esempio dell’antica tradizione costruttiva dei portici in legno. Le colonne con capitelli elaborati sono diversi dalla tipica stampella a puntoni dei secoli precedenti.

Casa Gombruti a Bologna
Casa Isolani in Strada Maggiore 19
Il portico ligneo più famoso tra tutti i portici di Bologna è restaurato a fine ‘800 dall’Architetto Fagioli. Durante quei lavori, per scherzo, i suoi studenti infissero frecce di canna nel soffitto del portico che così diventò il “portico delle tre frecce”.
La cosa fu cavalcata dalla proprietà del sottostante ristorante che diventò “delle tre frecce”. Di questo parleremo in futuro in modo più approfondito.

Casa Isolani a Bologna
Casa Grassi in via Marsala 12
Inizialmente il portico era molto più lungo e copriva l’intera facciata del Palazzo. Diventato proprietà militare, ospita tuttora il circolo “Ufficiali e sottoufficiali dell’Esercito“, fu restaurato e modificato all’inizio del ‘900 nella forma attuale.

Casa Grassi a Bologna
Casa Bombaci via Marsala 17
Di fronte a Casa Grassi c’è il portico ligneo forse meno conosciuto, ma certamente quello più simile (insieme a quello di via Begatto) ai portici del ‘200. Questi avevano le basi delle colonne in macigno (arenaria) e la forma e l’altezza dei normali portici delle case di allora.

Casa Bombaci a Bologna
Casa Seracchioli in Piazza Mercanzia
Il portico ligneo di casa Seracchioli, in Piazza della Mercanzia, fu una reinvenzione dei profondi restauri negli anni attorno al 1910-1925 a tutto l’edificio.
Al riguardo mi piace ricordare una curiosità che ho appreso dalla bocca dell’Architetto De Angelis, uno degli autori del recupero integrale del centro storico di Bologna.
L’architetto Zucchini restaurando la casa Seracchioli, (quella immediatamente prima dell’ingresso dell’ex Ristorante Pappagallo), si rese conto che il portico in legno che prendeva il posto del precedente in muratura non dava abbastanza sicurezza all’edificio, soprattutto dopo la costruzione del balcone coperto al primo piano fatto per riparare un affresco.
Allora sostituì l’ultima colonna con una colonna di cemento armato e la fece ricoprire di legno: l’apparenza era salva, la statica dell’edificio pure. Solo sapendolo e guardando con attenzione si vede il cemento sotto il legno.

Casa Seracchioli a Bologna
La bomba della Mercanzia e gli effetti sui portici di quella zona di Bologna
Nel 1944 cadde una bomba che scheggiò il Palazzo della Mercanzia, ma non esplose. L’ufficiale tedesco responsabile (anzi “irresponsabile”), nonostante l’intervento del Sovrintendente Prof. Barbacci, si rifiutò di far disinnescare la bomba e la fece brillare.
Il risultato fu che metà della Mercanzia crollò, ma la casa Seracchioli no: la colonna di cemento armato resse all’urto e la casa Seracchioli restò illesa.
E ancora oggi fa la sua figura, mentre la sua vicina casa Reggiani ha avuto bisogno di puntelli in mattoni, molto deturpanti (è il problema anche delle “stampelle” di Casa Isolani) forse anche per effetto di quella esplosione.

Il Palazzo della Mercanzia dopo il brillamento della bomba (© Beni Culturali)
