Quella di Lucia da Settefonti è una bella leggenda bolognese, una di quelle tra la realtà e la fantasia, materiale, quindi, per le nostre storie e curiosità su Bologna che viaggiano tra la leggenda metropolitana e il miracolo.
Il Convento femminile camaldolese di Santa Cristina, che in seguito si trasferì in città nel complesso omonimo di via Fondazza, fu eretto a Settefonti, vicino ad Ozzano nell’Emilia, nel 1097 e la Beata Lucia ne fu Badessa dal 1142 al 1158. Le sue reliquie sono nella Chiesa di Sant’Andrea a Ozzano.
Dal sito “Santi e Beati”, apprendiamo alcune notizie su Lucia:
Lucia, vergine bolognese, denominata da Settefonti per il luogo, non lontano da Bologna in comune di Ozzano Emilia, dove sorgeva il monastero di santa Cristina; con altre compagne professò la Regola Camaldolese. Visse nel secolo XII in fama di santità.
Intorno alla sua figura di monaca e badessa si divulgarono narrazioni popolari che, attestando il valore della sua intercessione e carità fraterna, incrementarono il suo culto.

Lucia da Settefonti (Lianori Pietro di Giovanni – Catalogo Beni Culturali)
La leggendaria storia tra il cavaliere e Lucia da Settefonti
Attorno a lei nacque questa bellissima leggenda: il nobile cavaliere Diotagora Fava (detto Rolando) un giorno la vide e se ne innamorò. Per rivederla passava tutti i giorni per la strada di Settefonti dove era situato il convento.
Evidentemente il suo passaggio non restava inosservato, visto che si racconta che la stessa Lucia gli chiese di non farlo più, anzi, per dimenticarla, di partire per la crociata. Il cavaliere le ubbidì e, pur non potendo levarsela dal cuore, partì per la Terra Santa. Fatto prigioniero patì un durissimo carcere.
Una notte sognò Lucia. La donna gli diceva di essere morta ma di avere ottenuto la sua liberazione. Al risveglio si ritrovò davvero libero, sulla strada di Settefonti, con ancora i ceppi, e nel frattempo Lucia era davvero morta. I ceppi di quella prigionia sono ancora custoditi nella chiesa.
Una leggenda delicata, che in un processo di canonizzazione della nostra epoca non verrebbe presa in considerazione, ma una bella leggenda. Probabilmente la più bella ambientata nel territorio di Ozzano, che ancora oggi ricorda nei luoghi quali per esempio il passo dell’Abbadessa e i Calanchi dell’Abbadessa e nelle tradizioni la Beata Lucia da Settefonti, detta più popolarmente la “Badessa”.
