A Ferrara, Oliver Stone ritrova uno dei temi che hanno attraversato gran parte della sua carriera: il bisogno di interrogare la storia oltre le versioni ufficiali. Il regista, arrivato in città nel quarantennale di Platoon, è stato accolto al Teatro Comunale Claudio Abbado per una giornata culminata nella cittadinanza onoraria e nella laurea honoris causa che Unife gli conferirà. «We need more truth». Una frase che sintetizza la sua idea di cinema e che torna quando affronta il lavoro su JFK – Un caso ancora aperto: «Negli Usa ammette-questa volontà di ricerca della verità è molto più affievolita. In Italia percepisco maggior spirito critico. Serve ricerca, approfondimento. E, anche, rottura rispetto alle narrazioni dominanti».

Quale ruolo possono avere i giovani?
Per Stone il futuro della ricerca e del pensiero critico passa dalle nuove generazioni. «Abbiamo bisogno delle giovani generazioni». Un messaggio rivolto a chi, secondo il regista, possiede ancora una particolare capacità di assorbire ciò che vede e vive. Il sindaco Alan Fabbri ha raccontato il proprio rapporto con i suoi film, mentre la rettrice Laura Ramaciotti ha sottolineato il contributo di Stone alla costruzione dello spirito critico attraverso il cinema.
Ferrara diventa per un giorno il cinema di Oliver Stone
La presenza del regista si inserisce in una giornata costruita tra proiezioni, incontri e celebrazioni, anche nel solco della tradizione cinematografica ferrarese. A ottant’anni, Stone continua così a rivendicare il valore di un cinema capace di interrogare il potere e mettere in discussione ciò che appare già stabilito. E proprio a Ferrara, lontano per un giorno dai set e dalle guerre raccontate nei suoi film, ha rilanciato il suo invito alla ricerca: più verità, più approfondimento, più spirito critico.
