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Imprese più longeve, ma imprenditori sempre più anziani: la fotografia dell’economia bolognese

La Camera di Commercio fotografa il tessuto produttivo del territorio: aumenta la durata media delle aziende, superiore ai dati regionali e nazionali, mentre resta aperta la sfida del ricambio generazionale.

Piazza Maggiore, Bologna
Piazza Maggiore, in pieno centro storico a Bologna (©Martina Mugnaini per Radiabo)

Le imprese bolognesi continuano a distinguersi per stabilità e capacità di resistere nel tempo. L’ultima analisi della Camera di Commercio, aggiornata al 31 dicembre 2025, evidenzia infatti una crescita della vita media delle aziende del territorio, che raggiunge i 14,8 anni. Un dato in aumento rispetto ai 14,4 dell’anno precedente e superiore sia alla media dell’Emilia-Romagna sia a quella nazionale. A trainare questa classifica è ancora una volta il comparto agricolo, dove le imprese raggiungono una durata media di oltre 21 anni. Seguono il settore dei servizi, con quasi 15 anni, e quello industriale, che supera i 14 anni. Nel complesso, oltre tre aziende su quattro oggi attive sono nate dopo il 2000, mentre quasi il 30% è stato avviato tra il 2010 e il 2019.

Turismo a Bologna: Piazza del Nettuno

Piazza del Nettuno, Bologna (©Martina Mugnaini per Radiabo)

Quali settori resistono di più?

Entrando nel dettaglio, tra le attività manifatturiere emergono per longevità le imprese del legno e dell’arredamento, della carta e stampa e della lavorazione di gomma e plastica. Nel terziario, invece, sono le attività immobiliari e quelle legate ai trasporti a registrare la maggiore durata nel tempo. Più breve risulta invece il ciclo di vita delle imprese dell’istruzione e dei servizi alle aziende. Anche nel turismo si osservano differenze significative: i servizi turistici mostrano una maggiore continuità rispetto alle strutture ricettive, mentre nella ristorazione spiccano le gelaterie e le pasticcerie, che rappresentano le attività più longeve del comparto.

Il vero nodo resta il ricambio generazionale

Se le aziende invecchiano bene, lo stesso vale anche per chi le guida. Quasi un imprenditore su due ha infatti un’età compresa tra i 50 e i 69 anni, mentre circa il 10% ha già superato i 70 anni. I giovani tra i 18 e i 29 anni rappresentano invece appena il 6,1% dei titolari d’impresa. Il settore agricolo evidenzia il fenomeno in modo ancora più marcato: quasi quattro imprenditori su dieci hanno oltre 70 anni, mentre i più giovani costituiscono una quota minima.

Giovani ancora pochi, ma gli imprenditori stranieri abbassano la media

L’età media dei titolari si attesta a 52,1 anni. A contribuire a un parziale riequilibrio sono gli imprenditori stranieri, mediamente più giovani rispetto agli italiani. Oltre la metà dei titolari provenienti dall’estero rientra infatti nella fascia compresa tra i 30 e i 49 anni, mentre tra gli italiani prevalgono gli imprenditori over 50.

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