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Bologna due anni dopo l’alluvione, Lepore: «Lavoriamo per ridurre il rischio»

Due anni fa il capoluogo emiliano fu colpito da una violenta alluvione che causò centinaia di migliaia di euro di danni in città e provincia: le inondazioni peggiori il 19 e il 20 ottobre 2024

Alluvione Bologna ottobre 2024
Vigili del Fuoco al lavoro dopo l'alluvione di ottobre 2024 (crediti immagine: Comune di Bologna)

Due anni fa, il 19 e 20 ottobre 2024, un forte maltempo e una serie di inondazioni provocarono una grave alluvione che colpì duramente Bologna e provincia. «Ricordo la paura, le telefonate, le strade allagate, le persone che vedevano entrare l’acqua nelle proprie case, nelle cantine, nei negozi. Ricordo soprattutto il terrore di chi si trovava a fare i conti con la forza dell’acqua e con la fragilità delle nostre città di fronte a eventi meteorologici sempre più intensi» scrive il sindaco Matteo Lepore sul sito ufficiale del Comune di Bologna.

A ottobre 2024 l’alluvione a Bologna. Poco più di un anno prima due settimane di maltempo avevano causato ulteriori inondazioni in gran parte della Romagna

«Il Ravone fu il simbolo di quella notte. Le sue esondazioni provocarono danni pesantissimi e lasciarono una ferita profonda nella nostra comunità. A distanza di due anni, il nostro primo pensiero va alle persone che hanno subito quei danni, a chi ha perso beni e ricordi, a chi ha dovuto ricominciare e a chi ancora oggi porta con sé le conseguenze di quella notte – prosegue il primo cittadino del capoluogo emiliano – Voglio ringraziare i volontari, la Protezione civile, i tecnici, gli operatori e tutti coloro che si sono messi al servizio della città nei momenti più difficili».

Purtroppo, però, l’alluvione di ottobre 2024 non fu un caso isolato. Poco più di un anno prima, nel maggio del 2023, un’altra pesante ondata di maltempo si abbatté con forza su gran parte della regione. Due settimane di forti piogge, cadute tra il 2 e il 17 maggio, causarono disagi enormi. In Romagna molti fiumi e corsi d’acqua ruppero gli argini, allagando le campagne circostanti e causando centinaia di migliaia di euro di danni. Lo stesso avvenne a Bologna: il Ravone esondò in pieno centro storico e flagellò in modo particolare via Saffi.

Ora, come scrive Francesco Zuppiroli sul numero odierno del Resto del Carlino, il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche ha condannato la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna a risarcire gli abitanti che hanno subito il maggior numero di danni (ovvero i condomini del palazzo al numero 22 di via Saffi). Il risarcimento ammonta a 58.785 euro, ai quali si aggiungono altri 13mila euro al proprietario di un immobile commerciale situato nel piano interrato.

Questione affitti e spopolamento del centro di Bologna, progetto Cura della Città e Giornate della Cura

Veduta aerea del centro di Bologna (Fonte immagine: Depositphotos)

I provvedimenti del Comune di Bologna

Palazzo d’Accursio, tuttavia, sostiene di aver imparato dalle alluvioni del 2023 e del 2024. «Da quella tragedia abbiamo imparato quanto sia importante lavorare insieme. Abbiamo cercato di trasformare questa consapevolezza in azioni concrete, rafforzando la collaborazione tra le istituzioni e avviando un lavoro tecnico continuativo. Abbiamo messo allo stesso tavolo i tecnici degli enti coinvolti, costruendo un metodo di lavoro comune. Lavoriamo alla cura della collina, alla sicurezza idraulica attraverso la manutenzione e la prevenzione, alla riduzione del rischio del Ravone, del Meloncello, del Canale Navile. Il rischio idraulico di Bologna deve trovare un posto adeguato nella programmazione degli interventi: i corsi d’acqua che attraversano la città e i torrenti collinari devono essere considerati in tutte le loro specificità» spiega Lepore.

«La responsabilità del finanziamento delle opere di difesa del suolo spetta al Governo, in particolare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Ho inoltre voluto mettere al centro del percorso di costruzione del prossimo Piano Strategico Metropolitano 2050 proprio l’adattamento climatico e la sicurezza idraulica. In questo senso va anche l’impegno preso dalle istituzioni nel rafforzare il corpo di Protezione Civile metropolitano, un gruppo composto da professionalità sempre più preziose nella gestione degli eventi eccezionali che colpiscono il nostro territorio. Due anni dopo quella notte, il nostro compito è continuare a fare tutto ciò che serve per proteggere Bologna. Lo dobbiamo a chi ha sofferto, a chi ha ricostruito e a tutti i Bolognesi» conclude.

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