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Bologna e dintorni

Bologna, intere zone dedicate agli affitti brevi: in tutta la città sono 4.600

Intere zone di Bologna sono dedicate agli affitti brevi, spesso gestiti da grandi aziende e non solo dalle singole famiglie

Fondazione Bologna Welcome in perdita (caro affitti e affitti brevi)
Fonte immagine: Depositphotos

La questione degli affitti brevi a Bologna e in tutta l’Emilia-Romagna ha raggiunto anche la Corte di Cassazione, continuando a infiammare l’opinione pubblica. «Vorremmo creare una divisione per zone della città per intervenire con una regolamentazione più stringente sulle aree più sature. Metteremo una sorta di tetto massimo. Se guardiamo la città, ci sono zone dove la quota dell’affitto breve è sotto il 2% e quindi non ha senso intervenire. In centro storico siamo su un dato molto più alto, circa il 12%, in alcune vie addirittura si arriva fino al 25%» spiegava qualche giorno fa la vicesindaca del capoluogo emiliano Emily Clancy.

I numeri del sindacato Sunia Cgil di Bologna: «La maggior parte degli alloggi sono in mano ai colossi degli affitti brevi»

Sul numero odierno del quotidiano Il Resto del Carlino, Filippo Donati riporta le parole del segretario di Sunia Cgil Francesco Rienzi, il quale commenta i numeri di un fenomeno strettamente collegato con il turismo di massa e con la situazione socioeconomica attuale. «Dei 4.600 affitti brevi disponibili in città, ben 3.700 sono relativi a interi appartamenti, dunque realisticamente di proprietà di chi vive altrove: si tratta dell’80,5% del totale» spiega.

Le Due Torri di Bologna (© Roberto Castano - Pexels)

Le Due Torri di Bologna (© Roberto Castano – Pexels)

In base alle statistiche riportate dal portale Insidearibnb, tuttavia, non si tratterebbe soltanto di famiglie che cercano di arrotondare gli stipendi. «Il 70,3% degli host presentano annunci multipli, relativi a più alloggi – prosegue Rienzi – Interi pezzi di città sono ormai in mano ai colossi degli affitti brevi». Molte di queste grandi aziende operano anche a Bologna: Wonderful Italy Emilia-Romagna, ad esempio, ha 127 annunci attivi, seguita da Realkasa (108), GuestHost (76), Bologna District (54) e Design Club Collection (34).

«È chiaro che questi sono solo una parte del problema, alimentato anche da stipendi fermi, fondi nazionali per l’abitare assenti e da un’impressionante mole di immobili sfitti a Bologna, stimati tra i 13 e i 15mila. Questi ultimi possono essere reimmessi sul mercato solo attraverso un vero Piano Casa, che consenta massicci interventi di ristrutturazione. Il governo dovrebbe intervenire in questo senso, e non impugnando le norme regionali sugli affitti brevi come invece ha fatto, impattando su categorie come studenti universitari, insegnanti, infermieri e autisti» conclude.

 

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