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Affitti brevi, Clancy: «Limiti solo nelle aree più sature e misure che riguardano tutti»

La vicesindaca di Bologna Emily Clancy replica alla bocciatura della legge regionale che regola gli affitti brevi da parte della Consulta

Bologna, Emilia-Romagna (crediti immagine: Comune di Bologna) affitti brevi
Bologna (© Comune di Bologna)

Proprio ieri riportavamo la bocciatura della legge regionale sugli affitti brevi da parte della Corte Costituzionale, che ha bloccato la norma varata dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso dicembre per contenere l’overtourism, ritenendola sproporzionata per due motivi principali: era applicata a tutta la regione e non soltanto alle aree con maggiore densità abitativa e gravava maggiormente sulle locazioni turistiche piuttosto che sulle strutture ricettive extra-alberghiere.

Il commento della vicesindaca di Bologna Emily Clancy sulla questione degli affitti brevi: «La sentenza della Consulta non dovrebbe toccarci perché le nostre misure riguardano tutti, dagli Airbnb ai Bed & Breakfast»

Ora Emily Clancy, vicesindaca di Bologna con delega alla Casa e alle politiche per l’abitare, annuncia che Palazzo d’Accursio andrà comunque avanti nonostante lo stop della Consulta. «Mi pare che si stia consolidando una giurisprudenza che conferma il diritto degli enti locali a intervenire per regolare il fenomeno degli affitti brevi – dice Clancy in un’intervista rilasciata a Marco Madonia e pubblicata sull’edizione odierna del Corriere di Bologna – Noi abbiamo pensato a misure su territori molto ben identificati in una evidente situazione di tensione abitativa. In più le nostre misure sono estese a tutti, c’è l’affitto breve ma anche i B&B, quindi anche le strutture extralberghiere. Per questo non dovremmo essere toccati dalla sentenza della Consulta».

Clancy prosegue spiegando i prossimi passaggi dell’Amministrazione comunale per la realizzazione di un regolamento. «Vorremmo creare una divisione per zone della città per intervenire con una regolamentazione più stringente sulle aree più sature. Metteremo una sorta di tetto massimo – racconta – Se guardiamo la città, ci sono zone dove la quota dell’affitto breve è sotto il 2% e quindi non ha senso intervenire. In centro storico siamo su un dato molto più alto, circa il 12%, in alcune vie addirittura si arriva fino al 25%. Già il 12% solo in centro inizia a essere troppo».

In poche parole, conclude Clancy, «vogliamo una nuova regolamentazione che guardi alla saturazione delle varie zone e quindi differenzi il numero di affitti brevi in base alle singole zone della città».

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