Nell’articolo a firma Francesco Moroni uscito oggi su “il Resto del Carlino” edizione Bologna, si racconta dello stop alla legge Regionale sugli Affitti Brevi, con la bocciatura degli articoli 4 e 5.
La Corte Costituzionale ha bloccato la legge approvata dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso dicembre per regolare gli affitti brevi e contenere l’overtourism. La decisione della Consulta riguarda nello specifico la contestazione degli articoli 4 e 5 della norma.
La Consulta ha ritenuto l’obbligo sproporzionato poiché applicato all’intero territorio regionale non limitato alle aree ad alta densità abitativa. È stata poi rilevata un’irragionevole disparità tra le locazioni turistiche e le strutture ricettive extra-alberghiere, in quanto l’obbligo di cambio di destinazione d’uso gravava unicamente sulle prime.
I rilievi legati all’articolo 4, inficiano di conseguenza l’articolo 5 che disciplina l’insediamento dell’uso “locazione breve”
Affitti Brevi: cosa cambia a Bologna?
Nonostante lo stop alla norma regionale, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna, Raffaele Laudani, si mantiene prudente e ottimista difendendo la validità dei provvedimenti comunali; la corte ribadisce infatti la legittimità dell’intervento pubblico delle Regioni e dei Comuni per regolare gli affitti brevi e tutelare il diritto all’abitare.
Non vi sarebbe quindi nessun impatto sul Pug cittadino: nella seconda variante al Piano Urbanistico Generale (Pug), definendo la categoria B3, ha inserito fin da subito sia le locazioni turistiche sia le strutture extra-alberghiere, evitando la disparità contestata dalla Consulta, e ovviamente non ricade nel problema della difformità territoriale.
Tempistiche e prossimi passi del Pug
L’iter della variante comunale prosegue quindi attraverso il passaggio al Comitato urbanistico metropolitano. Il lavoro, condotto dall’Assessore Laudani insieme alla vicesindaca Emily Clancy, punta all’approvazione finale in Consiglio comunale entro la fine dell’anno.
