Negli scorsi giorni il sindaco di Bologna Matteo Lepore aveva avanzato la proposta di aumentare la tassa di soggiorno dai 7 euro attuali fino a un massimo di 10 euro, trovando però in forte disaccordo gli albergatori e i gestori degli hotel della città. Anche Federalberghi, l’associazione di categoria, si è detta contraria.
Aumento della tassa di soggiorno, il presidente di Federalberghi: «Non ci aiuta, i turisti se ne vanno. Bisognerebbe investire su altro, come la cura degli spazi urbani»
Durante un’intervista rilasciata a Francesco Moroni per Il Resto del Carlino, il presidente di Federalberghi Giovanni Trombetti critica il fatto di aver preso a modello una città come Firenze, con una tipologia e una mole di turismo molto diverse rispetto a quelle del capoluogo emiliano. «Siamo abbastanza sorpresi, soprattutto che venga presa Firenze come modello. Nemmeno lì hanno avuto il coraggio di alzare l’imposta a 10 euro – spiega – Questa politica frena non solo il turismo leisure, cioè chi viene a visitare la città, ma rischia anche di ostacolare il turismo congressuale, fiore all’occhiello della città. Lo stiamo vedendo in questi giorni con il Cersaie».
Trombetti aggiunge: «Così non si fa altro che spingere i turisti fuori città. Poi il sindaco sostiene qualcosa che non è ancora realtà: oggi le città che possono applicare al massimo la tassa devono avere un flusso di visitatori 20 volte superiori ai residenti, come Verbania, Venezia, Firenze, Rimini. A Bologna su 23 milioni poco più di un milione e mezzo è stato reinvestito nella promozione turistica». Quello che serve veramente, dunque, non è un rincaro delle tasse. «Il sindaco deve concentrarsi sulla lotta al degrado e sulla pulizia dei graffiti, investimenti fondamentali per la nostra città. Inutile chiedere sacrifici, se poi il cliente vede lo stato in cui è ridotta Bologna» conclude Trombetti.
Contrari anche gli stessi albergatori: «Non siamo a favore, si rischia di fare andare via i visitatori»
Anche gli albergatori e i gestori di hotel, strutture ricettive e B&B dicono no. «No, non siano favorevoli all’aumento della tassa di soggiorno fino a un massimo di 10 euro. Soprattutto perché non possiamo paragonare Bologna a Firenze come attrattività turistica. È una decisione che ci preoccupa, perché in questo modo si rischia di fare andare via i visitatori» sono le loro dichiarazioni, riportate sempre da Francesco Moroni su Il Resto del Carlino.
«Siamo d’accordo su quanto detto da Trombetti – prosegue Luca Matano, membro del direttivo del B&B Local Pal – Mentre da una parte si aumenta la tassa di soggiorno, dall’altra la Giunta ha introdotto strumenti che limitano gli affitti brevi e i B&B, come lo stop alla concessione di nuove licenze per gli affittacamere. Da una parte si usa il turismo come risorsa, dall’altra si cerca di limitare il più possibile la nostra categoria. Vorrei far notare che, se togliamo gli affitti brevi, il turismo come lo conosciamo oggi in città non è più sostenibile».
Matano sottolinea infine un ultimo aspetto “incoerente” dell’attuale Amministrazione. «Per anni hanno investito su Bologna con l’obiettivo di rendere la città più attrattiva, tramite iniziative come la Motor Valley, la Food Valley, il “Cinema ritrovato”, la Fondazione Bologna Welcome. E poi, a un certo punto, il turismo finisce nel mirino e parte la demonizzazione: si introducono dei limiti e si finisce per soffocare un settore che continua a crescere».
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