Nemmeno il maltempo è riuscito a fermare l’abbraccio di Bologna a Francesco Guccini. Circa diecimila persone si sono ritrovate in piazza Maggiore per una grande cantata collettiva dedicata al cantautore, trasformando il cuore della città in un immenso coro. Sotto gli ombrelli, tra il Crescentone e i portici, appassionati di ogni età hanno intonato le canzoni che hanno attraversato generazioni, accompagnati da chitarre e strumenti portati da casa. Quando gli spazi centrali si sono riempiti, il pubblico ha trovato posto anche nel cortile di Palazzo d’Accursio e sul sagrato di San Petronio, dando vita a momenti musicali spontanei in diversi angoli della piazza.
Tra i presenti anche Teresa Guccini, che ha voluto ringraziare la folla per l’affetto dimostrato al padre: «Sono molto grata per tutto l’affetto che ho percepito. La piazza era gremita di persone di tutte le età. È stato davvero molto emozionante. Non posso che ringraziare tutti coloro che hanno voluto ricordare mio padre attraverso la sua musica. Lui sosteneva che le canzoni, una volta che si sono scritte, non sono più dell’autore ma diventano di tutti e oggi ho avuto proprio questa sensazione».

Francesco Guccini (©Francesco Guccini)
Quali canzoni hanno accompagnato l’omaggio in Piazza Maggiore a Bologna?
La scaletta, lunga oltre tre ore e composta da trenta brani, ha attraversato alcune delle pagine più conosciute del repertorio gucciniano. Da L’avvelenata a Eskimo, passando per Incontro, Vedi cara e Cyrano, senza dimenticare le canzoni legate alla memoria e all’impegno civile, come Auschwitz, Canzone per Silvia e Piazza Alimonda. Non sono mancati i cori spontanei, tra cui «Francesco, Francesco» e «Siamo tutti antifascisti», seguito dall’immancabile Bella ciao.
Un omaggio che unisce generazioni
L’iniziativa, promossa dal Comune insieme al collettivo Cantate Bologna, ha richiamato persone da tutta Italia. Tra loro Martina, arrivata da Rimini con le sue tre figlie, e altre famiglie che hanno voluto trasmettere ai bambini la passione per il cantautore. Come raccontato dagli organizzatori, l’appuntamento ha seguito una formula partecipativa: niente biglietti, microfoni o amplificatori, ma soltanto le voci e gli strumenti dei presenti. E anche dopo la conclusione della manifestazione ufficiale, le canzoni di Guccini hanno continuato a risuonare sotto le Torri, grazie alle piccole orchestre improvvisate ai margini della piazza.
