Il futuro dello stadio Renato Dall’Ara torna al centro del dibattito cittadino. Durante l’assemblea pubblica organizzata al cinema Bellinzona, nel quartiere Saragozza, il sindaco Matteo Lepore ha delineato le prime linee guida per la riconversione dell’impianto, ribadendo la volontà di preservarne il valore storico e identitario. L’obiettivo è avviare dal 2031 una trasformazione che metta al centro lo sport di base e le associazioni del territorio, evitando operazioni esclusivamente commerciali. «Vogliamo che rimanga un monumento identitario della città e le comunità sportive devono partecipare a generare il progetto. Non vorrei mai una riconversione come quelle viste in altre città d’Europa con fini speculativi», ha spiegato il primo cittadino.
L’ipotesi è creare una cittadella dello sport, con spazi destinati alla vita sociale e alle attività delle realtà sportive locali, senza fare del Dall’Ara una sede per grandi eventi. Tra le possibilità prospettate figurano il recupero della Torre per funzioni culturali o sociali, la tutela delle parti storiche indicate dalla Soprintendenza e una maggiore presenza di verde.

Un match serale presso lo Stadio Dall’Ara di Bologna, colmo di tifosi rossoblù (©Damiano Fiorentini
Perché è stato accantonato il progetto di ristrutturazione?
Al centro del confronto anche la scelta di puntare sul nuovo stadio nell’area della Fiera, anziché sul restyling del Dall’Ara. Lepore ha ricordato come i costi dell’intervento originariamente previsto siano lievitati, rendendo l’investimento sempre meno sostenibile per il Bologna, che avrebbe dovuto intervenire su un impianto di proprietà pubblica. Il sindaco ha inoltre sottolineato l’onere economico e ambientale della struttura attuale, che richiede risorse ingenti per la gestione e interventi per ridurre le emissioni.
Alcuni rappresentanti dei Forever Ultras hanno contestato la convenienza complessiva dell’operazione, chiedendo perché i fondi europei non possano essere impiegati per completare la ristrutturazione e quale vantaggio deriverebbe dal rinunciare a un progetto da 250 milioni per realizzarne uno nuovo da 300, aggiungendo le spese per riconvertire il vecchio impianto.
Nuovo stadio in Fiera, l’idea di Lepore
Sul progetto della Fiera, Lepore ha assicurato che la decisione finale spetterà al Consiglio comunale e che l’intervento dovrà rispondere a un interesse pubblico. L’area, a maggioranza pubblica, dovrà diventare più accessibile, accogliente e dotata di un parco. Il sindaco ha inoltre escluso l’ingresso di un monopolista dei concerti e prospettato la possibilità di aprire una quota dell’operazione all’azionariato popolare.
L’incontro, caratterizzato anche dalle preoccupazioni dei residenti per i disagi legati allo stadio, rappresenta soltanto il primo passaggio di un percorso più ampio. Da dicembre partirà infatti la fase partecipativa, con il coinvolgimento della cittadinanza e il supporto di un comitato di esperti esterni.
