La guerriglia urbana del 17 ottobre, che aveva provocato 250mila euro di danni nella zona della Stazione Centrale di Bologna, non è bastata: anche sabato si sono registrati scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti, la maggior parte dei quali punta a protestare pacificamente contro il caro vita, l’aumento di bollette e carburante, i problemi della scuola e della sanità e molto altro ancora. Ciononostante, anche in questo caso alcuni vandali ne hanno approfittato per creare disordini e causare danni per le strade del capoluogo emiliano.
Scontri a Bologna al corteo contro il caro vita: nuove denunce, tre arresti, danni ai negozi, feriti tra manifestanti e forze di polizia
Sull’edizione odierna del quotidiano Il Resto del Carlino, Renzo Sanna riprende le note della Questura e il bollettino dell’Ausl e fa un bilancio di un’altra giornata di scontri avvenuti tra via Marconi e piazza dei Martiri. Quattro ore di violenze (tra le 17:30 e le 21:30 di sabato) hanno portato all’identificazione di 400 persone, con 8 denunce, 3 arresti per violenza organizzata, 4 fogli di vita obbligatori e 2 provvedimenti di divieto di accesso ai centri urbani
Le prime centinaia di attivisti si sono radunati dalle 14:30 in poi in piazza Aldrovandi, piazza San Donato e piazza del Nettuno. Da qui, tremila persone hanno iniziato a muoversi attraverso via Ugo Bassi, hanno percorso via Marconi e tentato di accedere a via Amendola (la strada che porta alla stazione, già flagellata il 17 ottobre). Qui si sono imbattuti nello sbarramento della Polizia. A questo punto i facinorosi a volto coperto hanno dato il via al lancio di bottiglie, sanpietrini e oggetti in direzione degli agenti, compiendo anche atti di vandalismo verso i negozi e i bancomat della zona. Le forze dell’ordine hanno risposto con l’uso di idranti, lacrimogeni e manganelli.
Il bilancio parla di 32 manifestanti feriti (di cui 19 portati al Pronto Soccorso). Anche 24 agenti hanno riportato ferite: 5 di loro hanno una prognosi dai 10 ai 30 giorni.
