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Bologna ed Emilia-Romagna – Morti e incidenti sul lavoro in aumento

Bologna – Numeri, dati e statistiche rispecchiano un andamento in crescita: le morti e gli incidenti sul lavoro non diminuiscono

Una strada del centro di Bologna
Una strada del centro di Bologna (© Hub Jacqu / Pexels)

Continua ad essere tragico il bollettino delle vittime sui luoghi di lavoro. Ne scrive Giuseppe Baldessaro nell’edizione odierna di Repubblica, enunciando dati e statistiche in lieve aumento. Ieri, la 76esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul Lavoro, promossa dall’Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro). In Italia si registrano 498 decessi da gennaio ad agosto 2026. In Emilia-Romagna a fine luglio si contavano 48 vittime (1 in più rispetto allo stesso periodo del 2025): Bologna, tra le province regionali, è la città con maggior numero di morti bianche (14), seguita da Reggio Emilia (9), Modena (8), Ravenna (6), Forlì-Cesena e Parma (3), Piacenza e Rimini (2), Ferrara (1).

Bologna e l’Emilia Romagna – I dati

Le statistiche effettuate e fornite dalla ‘Vega Engineering’, società specializzata in sicurezza sui luoghi di lavoro, definiscono l’Emilia-Romagna una regione gialla, prendendo in considerazione l’alto numero di incidenti sul luogo di lavoro. La regione ha fatto registrare un più 2% rispetto allo scorso anno. Dei 48 decessi di cui parlavamo sopra, 34 sono avvenuti sul posto di lavoro, mentre gli altri 14 durante il tragitto per arrivarci (4 in meno rispetto al 2025). Tra i lavoratori deceduti, un terzo era straniero (12 persone); le fasce d’età più colpite (55-64 e 45-54 con 11 decessi ciascuna); seguono i lavoratori tra i 35 e i 44 anni (5 morti sul lavoro) e gli over 65 (4 decessi).

Anche gli infortuni sono in forte aumento: in Emilia-Romagna si registrano 40.486 denunce (nel 2025 erano state 38.303), 26.412 da parte di uomini, 14.074 di donne. Un quarto dei lavoratori vittime di incidenti sono stranieri (11.589). Numeri in crescita che raccontano la spirale negativa a cui si continua a prestare poca lungimiranza.

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