Da lunedì mattina e per un periodo di trenta giorni ci sarà una piccola tregua dal quel caro carburante che in Italia (Bologna compresa) sta influendo pesantemente sulla maggior parte dei settori economici e lavorativi, trasporti in primis. L’Eni, infatti, ha abbassato i prezzi: la benzina costa 1,99 euro al litro, il diesel 2,19. Su Il Resto del Carlino, Nicholas Masetti racconta come il traffico sia rimasto paralizzato per ore, con code e file interminabili ai distributori. Si sono registrati veri e propri assalti a numerose stazioni di servizio, dal centro alla periferia: tra questi anche l’Eni di via Mazzini, il benzinaio in via Massarenti e la pompa in viale Carlo Berti Pichat.
L’impatto del caro carburante pesa sulle piccole realtà, specialmente quelle del Terzo settore: «Senza ambulanze chi porterà in giro i fragili?»
Come dicevamo, questo price cap durerà per trenta giorni. Trenta giorni di prezzi “calmierati” ma, comunque, elevatissimi per la maggior parte dei cittadini. «Però, anche se il costo è sotto i due euro per la benzina, rimane sempre altissimo» dice qualcuno. «Non illudiamoci che questi prezzi siano bassi, rimane pur sempre un problema» afferma qualcun altro. «Speriamo che ora si riduca il prezzo del petrolio – aggiunge un’altra persona – così il caro della benzina e del diesel sarà sostanziale».
Come riportato da Ludovica Brognoli sul Corriere di Bologna, il caro carburante pesa soprattutto sul Terzo settore, a cui appartengono anche quelle attività che forniscono servizi per le persone più fragili. Un esempio sono i mezzi di trasporto essenziali come le ambulanze e le automediche, che ormai da mesi hanno grosse difficoltà a fare rifornimento a causa dei rincari eccessivi di benzina e gasolio (arrivato a 2,3 euro al litro in alcune zone dell’Emilia-Romagna). Oggi, infatti, fare il pieno a un’ambulanza può costare anche 200 euro.
Il problema si ripercuote ovviamente su anziani, disabili e persone malate. «Le istituzioni locali dovrebbero rendersi conto che senza di noi le persone fragili che trasportiamo potrebbero rimanere ferme. Chi si occuperà allora di coloro che in un mese devono fare anche una trentina di viaggi per effettuare delle terapie e hanno problemi finanziari? – si interroga Roberto Sanna, presidente di Aibo (Associazione Invalidi Bologna) – Il costo dei carburanti in aumento è un massacro, soprattutto se si unisce al disastro della mobilità a Bologna. L’impatto è devastante sulle piccolissime realtà che non godono di contributi. Sopravvivere così è difficile».
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