L’Emilia-Romagna dà il via al piano casa, il progetto da 300 milioni di euro finanziato dalla Regione e dalla BEI (la Banca europea degli investimenti). Come riportato da Francesco Moroni su Il Resto del Carlino e da Caterina Giusberti su Repubblica, l’iniziativa prevede la ristrutturazione di 3.500 appartamenti che verranno poi messi in affitto a prezzi calmierate per famiglie con difficoltà economiche. Si parla infatti di affitti sociali di 350 euro al mese.
I primi alloggi verranno consegnati a inizio 2027: i fondi per la ristrutturazione arrivano dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Bei
Grazie ai 100 milioni messi dalla Regione Emilia-Romagna e ai 200 milioni forniti dalla BEI tramite un finanziamento trentennale, sono stati recuperati 3.500 alloggi che verranno poi consegnati a famiglie con Isee compreso tra gli 8mila e i 35mila euro. I primi appartamenti saranno pronti a inizio 2027, con i primi inquilini che entreranno entro giugno. L’accordo verrà siglato a ottobre e comprende anche un fondo di garanzia per coprire eventuali morosità.
Il progetto, però, potrebbe espandersi ulteriormente in futuro: secondo l’osservatorio regionale, infatti, gli alloggi ancora sfitti in tutta la regione sono 5.900. Per recuperarli tutti sarebbero necessari almeno 500 milioni di euro. «Abbiamo scelto di partire dagli immobili messi peggio. Ai Comuni abbiamo chiesto di darci quelli più costosi da ristrutturare, immobili con un costo medio di ristrutturazione di 45mila euro, alcuni dei quali con lavori importanti da fare. Quelli che hanno lavori meno intensi da 25 o 30mila euro saranno i primi a essere consegnati» spiega Giovanni Paglia, assessore regionale alla Casa.
Il presidente della Regione Michele de Pascale aggiunge: «Era anche una questione di principio. Non si può chiedere al mondo delle costruzioni di cambiare, non si può chiedere al mondo dell’impresa di investire sull’housing sociale, non si può chiedere a tutta la società di fare dei sacrifici e contemporaneamente avere degli immobili di proprietà dei Comuni che non eravamo in grado di ristrutturare per mancanza di risorse. La prima cosa che abbiamo fatto è stata occuparci di noi per diventare un’eccellenza».
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