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Edunext: la nuova frontiera universitaria

Quaranta istituzioni accademiche fanno rete per trasformare l’offerta didattica digitale: nasce un modello flessibile e integrato per studenti, professionisti e imprese.

Edunext
Immagine creata con IA (@Radiabo)

reIn un contesto in cui tecnologie e professioni si evolvono rapidamente, l’alta formazione italiana cambia passo per rispondere a nuove esigenze d’apprendimento.

Il progetto Edunext rappresenta una svolta innovativa per rinnovare gli strumenti della didattica e promuovere una reale sinergia tra gli atenei del territorio.

Un modello aperto

Finanziato dal MUR nell’ambito del Pnrr e coordinato da Unimore, il Digital Education Hub riunisce 35 università, 5 istituzioni Afam e un totale di 54 partner associati.

Come evidenzia Manuela Mimosa Ravasio su La Repubblica, l’iniziativa risponde al progressivo calo dei giovani iscritti all’università pensando a una formazione per studenti più adulti.

Per farlo, propone percorsi blended, con lezioni online flessibili e laboratori in presenza, pensati per l’upskilling (aggiornamento) e il reskilling (riqualificazione professionale).

Il coordinatore Tommaso Minerva sottolinea che il modello classico «è stato pensato per uno studente tipo […] che non corrisponde a quello odierno: c’è chi lavora, chi ha famiglia. […] Non è quindi un problema di qualità dell’insegnamento, ma di forma».

Attraverso l’approccio “Ecobi”, basato su modularità e flessibilità, la rete consente ad esempio a un iscritto di Palermo di svolgere laboratori a Udine, contando già su 51 corsi di laurea, 34 master e oltre 2.500 iscritti.

E-Days e prospettive future

Vetrine di questa cooperazione sono gli E-Days dei Master il 28 e 29 settembre: un evento online gratuito dove i corsi vengono presentati congiuntamente in dirette da 15 minuti ordinate per tema e non per sede, semplificando l’orientamento.

Guardando oltre il Pnrr, Minerva ribadisce la visione di lungo termine:

«Gli stessi strumenti che usiamo per gli studenti sono infatti rivolti a chi studente non lo è più. […] È la scala nazionale a fare la differenza. […] Senza dimenticare che le infrastrutture costruite con denaro pubblico restano pubbliche».

Una trasformazione, dunque, accessibile e condivisa che definisce un nuovo volto dell’istruzione superiore e della specializzazione.

E tu cosa ne pensi?

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