La storica Università di Bologna Alma Mater Studiorum conferma il suo prestigio, balzando in avanti nelle classifiche internazionali più autorevoli.
Un traguardo che premia l’ateneo e ridefinisce la reputazione e il ruolo strategico nel panorama accademico globale.
I dati
Come riportato da La Repubblica, i dati del QS World University 2027, che include 1.504 atenei nel mondo e vede al vertice colossi come il MIT, l’Imperial College di Londra, Stanford, Oxford e Harvard, certificano l’ascesa di Bologna al 123esimo posto mondiale.
Questo risultato la conferma anche come la terza università italiana, posizionandosi subito dopo il Politecnico di Milano e la Sapienza di Roma.
Tale, straordinaria crescita si traduce in ben 85 posizioni guadagnate negli ultimi dieci anni, di cui 43 conquistate sotto il rettorato di Giovanni Molari e 15 soltanto nell’ultimo anno.
Secondo la testata britannica Quacquarelli Symonds, questo successo non dipende dai fondi a disposizione — dato che l’Italia resta nella fascia bassa degli investimenti in istruzione superiore — ma dalla qualità della ricerca e dalla reputazione dell’ateneo, in cui Bologna eccelle.
Nella variabile più rilevante infatti, quella che misura il giudizio espresso da accademici a livello internazionale sulla ricerca e sugli insegnamenti, l’Alma Mater brilla al 66esimo posto mondiale e al secondo in Italia dietro la Sapienza.
Inoltre, nell’indicatore “citations per faculty” ha guadagnato 66 posizioni, mentre l’aumento degli studenti internazionali ne ha fatte scalare altre 78.
A questo si aggiungono gli ottimi giudizi dei datori di lavoro sui neo-laureati con cui si confrontano una volta usciti dall’ateneo.
L’Emilia-Romagna
Il panorama regionale vede Modena e Reggio in fascia 801-850, con il tratto distintivo della partnership Ferrari-Maserati; seguono Ferrara (901-950) e Parma (1001-1200), indicata come sede della Food Valley.
In definitiva, l’Alma Mater si conferma un pilastro della formazione in Italia e nel mondo, nonostante le sfide del sistema nazionale, grazie all’eccellenza della sua didattica e alla ricerca.
