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Bologna, nuovo stadio in zona Fiera: « Una visione di futuro»

Un’arena polivalente per la città emiliana: Fiere punta su un impianto moderno tra partite del club rossoblù, grande intrattenimento e sviluppo urbano.

Joey Saputo
Joey Saputo, presidente del Bologna (©Damiano Fiorentini/1000 Cuori Rossoblù)

Bologna tende al futuro con il progetto per un nuovo stadio polifunzionale che si vedrebbe realizzare in zona Fiera.

Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, ha tracciato, in un’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino e curata da Mariateresa Mastromarino, le linee guida di un’infrastruttura pensata non solo per il calcio, ma anche per concerti ed eventi fieristici.

Calzolari, come nasce il progetto?

«Partiamo dalla zona: è di nostra proprietà […] ed è molto infrastrutturata […]. Una zona che ora è degradata […] ma ha delle potenzialità».

Per questo l’avete ‘candidata’?

«Noi avevamo già l’intenzione di proiettare su quell’area lo sviluppo di padiglioni […], pensando a una struttura polifunzionale […]. Anche perché […] uno stadio dove si gioca a calcio ogni 15 giorni economicamente non è sostenibile».

Come lo avete comunicato al Bologna?

«Siamo stati noi a proporre alla società di verificare la possibilità di realizzare uno stadio che, quando non ospita le partite, si trasformi in un padiglione fieristico o in teatro per eventi e concerti. E così abbiamo trovato la quadra».

Come immaginarsi lo stadio?

«Uno stadio a tutti gli effetti, che abbia con sé alcuni elementi architettonici e strutturali che consentano di utilizzare l’impianto anche per altre attività. Avrà una copertura e un sistema che preservi il manto erboso, sicuramente. Ma dobbiamo tenere conto che siamo a Bologna e non a Londra».

Di che costi parliamo?

«Non ci siamo ancora pronunciati […]: in questi due mesi i progettisti ci porteranno un’idea progettuale. Ma non parliamo di meno di 200 milioni di euro».

Avete già individuato dei soci?

«Qualcuno ci ha chiamato, ma abbiamo calmato tutti: vogliamo presentare un documento con il progetto e poi coinvolgere altri investitori. La risposta comunque è stata positiva».

Avete in mente un architetto per il rendering?

«Al momento abbiamo coinvolto lo strutturista Massimo Majowiecki, anche docente Unibo. È chiaro che servano progettisti esperti, anche per cogliere l’opportunità del bando per gli Europei del governo».

Come valuta l’idea di questa nuova struttura a Bologna?

«Bologna è strategica per la sua centralità. Quel quartiere ospita milioni di persone con le fiere. All’EuropAuditorium alzeremo il sipario e dall’altra parte della strada c’è un cinema multisala, poi la Virtus. Insomma, in questo quadrante, con anche il Tecnopolo, si possono creare tanti momenti e occasioni. Da lì si entra in città, che è quella della conoscenza, del diletto e anche dello sport. Marcando quindi un seguito con un’idea moderna di una città ospitale, all’avanguardia. Ci abbiamo messo molta visione di futuro».

E tu cosa ne pensi?

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