Bologna tende al futuro con il progetto per un nuovo stadio polifunzionale che si vedrebbe realizzare in zona Fiera.
Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, ha tracciato, in un’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino e curata da Mariateresa Mastromarino, le linee guida di un’infrastruttura pensata non solo per il calcio, ma anche per concerti ed eventi fieristici.
Calzolari, come nasce il progetto?
«Partiamo dalla zona: è di nostra proprietà […] ed è molto infrastrutturata […]. Una zona che ora è degradata […] ma ha delle potenzialità».
Per questo l’avete ‘candidata’?
«Noi avevamo già l’intenzione di proiettare su quell’area lo sviluppo di padiglioni […], pensando a una struttura polifunzionale […]. Anche perché […] uno stadio dove si gioca a calcio ogni 15 giorni economicamente non è sostenibile».
Come lo avete comunicato al Bologna?
«Siamo stati noi a proporre alla società di verificare la possibilità di realizzare uno stadio che, quando non ospita le partite, si trasformi in un padiglione fieristico o in teatro per eventi e concerti. E così abbiamo trovato la quadra».
Come immaginarsi lo stadio?
«Uno stadio a tutti gli effetti, che abbia con sé alcuni elementi architettonici e strutturali che consentano di utilizzare l’impianto anche per altre attività. Avrà una copertura e un sistema che preservi il manto erboso, sicuramente. Ma dobbiamo tenere conto che siamo a Bologna e non a Londra».
Di che costi parliamo?
«Non ci siamo ancora pronunciati […]: in questi due mesi i progettisti ci porteranno un’idea progettuale. Ma non parliamo di meno di 200 milioni di euro».
Avete già individuato dei soci?
«Qualcuno ci ha chiamato, ma abbiamo calmato tutti: vogliamo presentare un documento con il progetto e poi coinvolgere altri investitori. La risposta comunque è stata positiva».
Avete in mente un architetto per il rendering?
«Al momento abbiamo coinvolto lo strutturista Massimo Majowiecki, anche docente Unibo. È chiaro che servano progettisti esperti, anche per cogliere l’opportunità del bando per gli Europei del governo».
Come valuta l’idea di questa nuova struttura a Bologna?
«Bologna è strategica per la sua centralità. Quel quartiere ospita milioni di persone con le fiere. All’EuropAuditorium alzeremo il sipario e dall’altra parte della strada c’è un cinema multisala, poi la Virtus. Insomma, in questo quadrante, con anche il Tecnopolo, si possono creare tanti momenti e occasioni. Da lì si entra in città, che è quella della conoscenza, del diletto e anche dello sport. Marcando quindi un seguito con un’idea moderna di una città ospitale, all’avanguardia. Ci abbiamo messo molta visione di futuro».
