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Ducati, Confindustria Emilia scende in campo: «Uno dei grandi brand che dobbiamo difendere»

La presidente di Confindustria Emilia Centro interviene sulla possibile cessione del marchio da parte del gruppo tedesco. Sul tavolo l’elettrico, cambiamento dei consumi e futuro industriale della casa bolognese.

Il possibile futuro del marchio Ducati, di Borgo Panigale, preoccupa il mondo imprenditoriale emiliano. Sonia Bonfiglioli chiede che Ducati rimanga nel gruppo Volkswagen, mentre Emanuele Orsini apre all’ipotesi di un ritorno sotto controllo italiano.


Perché Ducati è una priorità per il territorio?

La possibile vendita di Ducati da parte di Volkswagen entra tra le questioni considerate strategiche da Confindustria Emilia Centro. Sonia Bonfiglioli, presidente dell’associazione, ha affrontato il tema durante Farete, sottolineando il peso che il marchio di Borgo Panigale riveste ben oltre i confini bolognesi: «Quello della possibile vendita di Ducati da parte di Volkswagen – ha detto – è un tema molto importante, per noi prioritario in questo momento, è uno dei grandi brand che dobbiamo difendere. Non solo come territorio e come Emilia-Romagna, ma come Paese». Secondo Bonfiglioli, un eventuale acquirente dovrebbe inoltre confrontarsi con trasformazioni profonde del settore, dall’elettrificazione alla necessità di mantenere competitività e velocità.

Elettrico e mercato: quali sono le sfide?

La presidente di Confindustria Emilia richiama anche i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori. «Se noi siamo di disposti a prendere uno scooter elettrico è più difficile che lo siamo altrettanto per una moto elettrica, perché manca la velocità, ti manca il sound». A pesare, inoltre, sono il calo della propensione dei giovani a guidare e l’invecchiamento della popolazione. Per questo Bonfiglioli esprime una preferenza precisa: «Che Ducati resti parte del gruppo tedesco».

E se Volkswagen decidesse davvero di vendere?

Emanuele Orsini, presidente nazionale di Confindustria, non esclude però uno scenario diverso: «Stiamo facendo di tutto per tenere tutte le imprese in Italia, figuriamoci la Ducati. È uno dei nostri portabandiera, ed è un vanto di Bologna, dell’Emilia-Romagna, dell’Italia». Anche Romano Prodi guarda alla possibilità di un passaggio italiano, avvertendo soprattutto sul rischio di una proprietà finanziaria interessata soltanto al breve periodo. Il dibattito, dunque, resta aperto: Ducati è chiamata a difendere il proprio valore industriale e identitario.

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