Il primo ottobre era ormai in agguato e con esso il possibile blocco delle auto diesel euro 5. Il blocco dell’Euro 5 stava per creare un grosso problema a Bologna e in Emilia Romagna. Mentre in Veneto e Piemonte la Giunta Regionale aveva già risolto il problema sospendendo il blocco, già da qualche mese.
La Giunta Regionale, nel disposto di sospensione, segnala che verranno adottate “misure compensative” che dovrebbero garantire «una riduzione delle emissioni inquinanti equivalente o superiore a quella ottenibile con le limitazioni alla circolazione».
Blocco Euro 5: la storia
Dobbiamo tornare al luglio 2025 per conoscere l’esegesi di questo blocco. Il Governo aveva stabilito con un decreto di circa un anno fa il blocco degli Euro 5. Da ottobre ad aprile nei Comuni con abitanti superiori alle 100mila unità. Per cui, con un veloce conteggio fatto dagli enti preposti, la misura colpiva circa 90mila automezzi, nei comuni di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì.
La misura scelta dalla regione
In una rincorsa alla misura che “bloccasse il blocco“, una delle misure compensative è stato il rinvio dell’accensione degli impianti di riscaldamento. Quello che in gergo si chiama “stagione termica” avrà inizio dal primo di novembre, cioè con un rinvio di oltre quindici giorni, rispetto alla data di inizio classica.
Con questo disposto, la Regione si muove anche su quelle che potremo definire le concause dell’inquinamento. Inoltre nei giorni di maggiore inquinamento da smog, quelli cosiddetti da bollino rosso, sono previste limitazioni alla circolazione dei veicoli privati, nella fascia oraria dalle 8 alle 19.
Ma, ad abbundantiam, sempre nei giorni da bollino rosso, si imporrà il divieto dell’utilizzo degli impianti a biomassa, con classe emissiva inferiore a 5 stelle.
Ultimo ma non meno importante, è previsto un capitolo di spesa regionale da dieci milioni per sostituire i sistemi di riscaldamento più inquinanti, con pompe di calore, anche in sinergia con impianti fotovoltaici.
