La questione delle limitazioni alla circolazione per i veicoli Euro 5 in Emilia-Romagna sta vivendo un importante colpo di scena.
Negli ultimi giorni, infatti, sono emerse rilevanti novità sulla decisione relativa al blocco dei mezzi più datati.
Blocco diesel Euro 5 in Emilia-Romagna: la Regione ci ripensa
Come riportato su la Repubblica in un articolo a firma di Marco Bettazzi, la paventata misura restrittiva che avrebbe dovuto fermare migliaia di automobilisti potrebbe non scattare.
L’Emilia-Romagna, infatti, si starebbe accodando alle scelte già intraprese da altre regioni del bacino padano, come il Piemonte e il Veneto, per evitare di lasciare in garage le auto a gasolio Euro 5.
Circa novantamila veicoli, immatricolati prevalentemente tra il 2011 e il 2015, sarebbero interessati da questo ravvedimento.
In luogo dei divieti di circolazione che avrebbero dovuto riguardare le città con oltre centomila abitanti dal lunedì al venerdì, la Giunta regionale sta valutando un pacchetto di misure compensative ed alternative.
Queste ultime puntano a ridurre l’impatto delle emissioni inquinanti per rispettare i parametri di qualità dell’aria fissati a livello europeo, senza però penalizzare la mobilità dei cittadini.
Tra le opzioni al vaglio vi sono incentivi all’uso di biocarburanti, interventi per la fluidificazione del traffico, il rafforzamento della mobilità ciclabile e il rinnovo dei parchi auto aziendali.
Un nodo politico e sociale
La scelta si inserisce in un dibattito politico fortemente acceso. Emblematiche in questo senso sono state le dichiarazioni del presidente del Veneto, Alberto Stefani, che spiegando l’iter adottato dalla sua regione ha sottolineato come fosse «inaccettabile impedire a tanti cittadini di recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola solo perché non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova».
La linea del rigore, dunque, cede il passo a una soluzione di compromesso tecnico e sociale.
