La conferenza stampa di ieri, oltre che per chiarire la situazione economica e finanziaria del club, è stata occasione per l’ad Claudio Fenucci per tracciare l’orizzonte rossoblù, affrontando anche il tema cruciale del nuovo impianto sportivo.
La realizzazione di un nuovo stadio a Bologna sarà infatti uno snodo fondamentale per la crescita e la stabilità societaria.
L’analisi di Fenucci
Come riportato da Marcello Giordano sulle pagine de Il Resto del Carlino, Fenucci ha chiarito l’importanza strategica dell’opera per lo sviluppo della società:
«È un argomento importante per molti motivi […] È il luogo dove si creano comunità di tifosi e si fidelizzano le giovani generazioni».
Oltre all’aspetto sociale, la struttura rappresenta un elemento essenziale per la sostenibilità economica:
«Il progetto garantisce competitività e risorse: è fondamentale per la città di Bologna e per il Bologna, dal momento che c’è la possibilità di avere un impianto multifunzionale […] I ricavi da stadio diventano fondamentali».
L’ipotesi è un impianto nell’area Fiera, sostenuto dall’impegno di Saputo e del polo fieristico in una zona ben collegata. Con una base finanziaria già definita di circa 200 milioni per il campo da gioco, il dirigente ha confermato lo stato dell’arte:
«A breve ci saranno nuovi incontri per capire se ci siano le condizioni per farlo. Siamo già al lavoro con i progettisti».
Mentre i tecnici valutano i costi aggiuntivi dedicati agli spazi fieristici e all’allestimento per i concerti, dal tessuto economico cittadino arriva il pieno appoggio al progetto.
Confcommercio Ascom ha infatti confermato il proprio sostegno, chiedendo alle istituzioni di individuare un gestore all’altezza per garantire la qualità dell’operazione.
Cosa manca per partire: 100 milioni e il nodo Dall’Ara
La partita decisiva si giocherà nei prossimi vertici tra i soggetti coinvolti. Per passare dalle parole ai fatti resta da risolvere l’ultimo grande ostacolo: reperire i circa 100 milioni di euro mancanti per finanziare la copertura retrattile e le strutture per i concerti — cifra che oggi rappresenta solo un’indiscrezione.
Contestualmente, il Comune dovrà definire un piano chiaro per la gestione e il riutilizzo del Dall’Ara, evitando che lo storico impianto cittadino resti privo di una funzione precisa.
