Manca sempre meno al 31 agosto, data di inizio delle scuole elementari in base al nuovo progetto educativo sperimentale che prevede l’apertura anticipata degli istituti in Emilia-Romagna: a Bologna l’iniziativa è stata accettata di buon grado, arrivando a coinvolgere 22 plessi e contando ben 1.700 studenti iscritti (come riportato dal quotidiano Corriere di Bologna e dal Comune stesso tramite una nota ufficiale).
Apertura anticipata delle scuole primarie, a Bologna e provincia sono 22 gli istituti ad aver aderito al progetto “La scuola che parte insieme”
L’iniziativa, intitolata “La scuola che parte insieme” e pensata per sostenere le famiglie in difficoltà economiche, porterà sui banchi centinaia di scolari con quindici giorni d’anticipo rispetto all’apertura ufficiale. Nelle due settimane che vanno dal 31 agosto al 4 settembre e dal 7 all’11 settembre, i bambini e le bambine che frequentano la primaria potranno vivere la scuola in maniera totalmente inedita.
Gli alunni dalla seconda alla quinta elementare saranno infatti coinvolti in corsi e attività extra-scolastiche di tipo educativo, laboratoriale e sportivo. Un esempio? La scherma, l’arte circense e altri laboratori stimolanti ed educativi. L’obiettivo del servizio, che sarà attivo gratuitamente dalle 8 alle 13 dal lunedì al venerdì, è quello di favorire l’inclusione e la socializzazione tra i piccoli studenti, allo stesso tempo garantendo l’apprendimento all’interno di un contesto accogliente.
L’Assessore alla Scuola: «La società e le necessità delle famiglie cambiano: vogliamo prenderci cura delle persone trasformando anche il sistema educativo»
Daniele Ara, assessore alla Scuola del Comune di Bologna, si è detto molto soddisfatto per la risposta positiva avuta da questo progetto sperimentale. «Con “La scuola che parte insieme” diamo una risposta concreta alle famiglie e a un cambiamento profondo della società. Oggi, nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori lavorano, e organizzare le settimane che precedono l’inizio della scuola può diventare un problema, soprattutto per chi non può contare su reti familiari o altri supporti. Questo servizio aiuta le famiglie a organizzarsi in autonomia, evitando che la conciliazione tra lavoro e cura diventi un ulteriore fattore di impoverimento» spiega l’Assessore tramite i canali ufficiali di Palazzo d’Accursio.
«Non si tratta soltanto un servizio alle famiglie: è anche un modo per accompagnare bambine e bambini verso il nuovo anno scolastico con gradualità, ritrovando gli spazi, le relazioni e la dimensione collettiva della scuola attraverso attività educative, sportive e creative – prosegue Ara – Noi investiamo nei servizi e nella scuola, perché sostenere le famiglie significa anche garantire maggiore autonomia, opportunità e qualità della vita. Il mondo cambia e con esso cambiano le esigenze delle famiglie. La scuola e i suoi operatori sanno interpretare questo cambiamento e contribuire a costruire una città più capace di prendersi cura delle persone».
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