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Fat bike truccate, a Bologna è allarme sicurezza: «Vanno a 60 km/h, sono motorini»

Gomme larghe, motori potenziati e modifiche elettroniche: alcune e-bike hanno ormai prestazioni molto lontane da quelle consentite.

Fat Bike

Le biciclette elettriche (o fat bike)stanno conquistando sempre più spazio nelle strade di Bologna, ma insieme alla loro diffusione cresce anche il fenomeno dei mezzi modificati per superare i limiti previsti dalla legge. A finire sotto osservazione sono soprattutto le fat bike, riconoscibili per le gomme molto larghe e sempre più frequenti nelle vie del centro. I modelli regolari hanno prezzi che possono arrivare fino a 3.000 euro, mentre alcuni esemplari vengono acquistati già alterati e possono raggiungere velocità intorno ai 60 km/h. Una trasformazione che, di fatto, li rende assimilabili a ciclomotori non omologati.

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Una via di bar a Bologna (fonte immagine: Depositphotos)

Perché vengono modificate le Fat Bike?

A raccontare il fenomeno è Paolo, commerciante bolognese di biciclette, che negli ultimi anni ha registrato un aumento sia delle vendite di e-bike sia delle richieste per intervenire sui sistemi elettronici. «Ricevo quasi ogni giorno richieste di modifiche illegali per bici elettriche. Molte fat bike che si vedono per strada arrivano da fuori Europa, e dunque sono modificate per superare il limite di 25 km/h. Proprio per questo nel nostro negozio non le vendiamo». Le modifiche possono riguardare il potenziamento del motore, l’installazione di un acceleratore o l’alterazione del sensore di pedalata. «Da quel momento in poi non è più una bici, ma un ciclomotore senza omologazione che percorre le piste ciclabili», spiega il commerciante.

Il boom tra i rider

A spingere la domanda contribuisce anche la nuova stretta sui monopattini elettrici, che ha introdotto regole più severe e l’obbligo del casco. Secondo Aldo, altro commerciante del settore, il mercato dei monopattini ha rallentato mentre quello delle biciclette elettriche è cresciuto: «Da quando c’è la nuova legge i nostri monopattini elettrici non si vendono più come prima, mentre le bici elettriche sono sempre più richieste, perché offrono le stesse prestazioni con costi e obblighi di legge inferiori». Anche nel suo negozio arrivano richieste di modifica, ma vengono rifiutate.

Quali rischi per chi consegna?

Il problema riguarda in particolare i rider, che utilizzano mezzi sempre più performanti per aumentare il numero di consegne quotidiane. Alessandra racconta di aver visto frequentemente lavoratori alla guida di fat bike modificate, talvolta acquistate già manomesse. Utibe Joseph, sindacalista di Nidil Cgil, sottolinea inoltre come alcuni lavoratori non siano consapevoli delle caratteristiche del mezzo acquistato: «Le bici elettriche consentono di essere più veloci e performanti, ma molti dei rider che le acquistano non sanno che sono già modificate. Qui a Bologna due rider ci hanno detto che si sono ritrovati con multe dai 5 al 10 mila euro».

Come intervenire sulla sicurezza lato Fat Bike?

Per Larghetti, intervenire sul fenomeno significa anche cambiare il modo in cui le piattaforme organizzano il lavoro: «Non dovrebbero premiare la velocità e inquadrare i rider come subordinati, invece che pagarli a cottimo, incentivando comportamenti pericolosi». Serve poi un’educazione stradale più uniforme tra chi utilizza la bicicletta. Il problema, però, è anche la frammentazione degli utenti: «Se a Bologna mediamente 50 o 60 mila persone ogni giorno usano la bici nei modi più diversi, il panorama è frammentato. E se non esiste una vera e propria categoria, è difficile fare sensibilizzazione».

E tu cosa ne pensi?

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