L’evoluzione delle tariffe del trasporto pubblico locale a Bologna continua a generare accesi dibattiti, evidenziando quanto sia complesso l’equilibrio tra l’accessibilità ai servizi dei bus e la tenuta dei bilanci comunali.
La recente rimodulazione dei prezzi ha mutato le abitudini di viaggio dei cittadini, aprendo uno scontro frontale tra le scelte dell’amministrazione Lepore e le contestazioni dell’opposizione.
Il rincaro dei biglietti e la reazione di Fratelli d’Italia
Come ricostruito nell’inchiesta a firma di Francesco Moroni per Il Resto del Carlino, i dati della Regione delineano un bilancio chiaro sulle conseguenze del rincaro del biglietto singolo, passato da 1,50 euro a 2,30 euro.
Se nel 2022 i ticket acquistati erano circa 9,7 milioni e nel 2024 avevano raggiunto la quota picco di 12,8 milioni, nell’anno successivo all’aumento le vendite sono crollate a 11,8 milioni, segnando un taglio netto di circa un milione di tagliandi.
Tuttavia, per le casse di Tper si è verificato un vero e proprio boom di incassi, passati dai 15,3 milioni di euro del 2022 agli oltre 24,5 milioni del 2025, maturando un surplus di quasi 4,5 milioni rispetto all’anno precedente.
Questa forbice tra calo dell’utenza occasionale ed aumento delle entrate ha scatenato la dura reazione della politica locale.
Francesco Sassone, consigliere regionale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, ha attaccato duramente la giunta comunale affermando che «il dato sui titoli di viaggio a corsa semplice ci fornisce un quadro preciso sulla stangata che la manovra tariffaria voluta dal Pd ha prodotto nelle tasche dei bolognesi […] con buona pace delle solite inutili promesse di Lepore, secondo il quale l’aumento delle tariffe non avrebbe colpito le famiglie».
Il paradosso
La vicenda mette per certo in luce i paradossi del modello di mobilità bolognese attuale, sospeso tra la difesa dell’amministrazione, la quale rivendica l’aumento degli abbonamenti fidelizzati, e l’accusa dell’opposizione di aver penalizzato l’utenza e le famiglie:
«I numeri smentiscono Lepore […] avevamo avvertito che questa manovra sarebbe stata un salasso», ha ribadito Sassone.
