Oggi, lunedì 31 agosto 2026, è ufficialmente partito il progetto educativo sperimentale “La scuola che parte insieme“, l’iniziativa che prevede l’apertura anticipata delle scuole elementari in tutta l’Emilia-Romagna. Per 8.000 studenti di 42 Comuni, dunque, la campanella è suonata con due settimane d’anticipo rispetto all’inizio ufficiale (fissato invece per il 15 settembre).
Apertura anticipata delle scuole in Emilia-Romagna, sono 8.000 gli alunni iscritti. 42 i Comuni che hanno aderito al progetto, solo a Bologna si contano 22 istituti e 1.700 bambini
Come riportato sul numero odierno di Repubblica, il progetto pensato dalla Regione per facilitare i genitori e le famiglie di rientro dalle ferie ha riscosso una buona partecipazione nel suo primo anno di attuazione. Solo a Bologna e provincia 22 istituti hanno aderito all’iniziativa, per un totale di 1.700 iscritti. Attivata anche la lista d’attesa.
Ma qual è il vero obiettivo di “La scuola che parte insieme“? Per due settimane (ovvero dal 31 agosto al 4 settembre e dal 7 all’11 settembre), i bambini e le bambine che frequentano la seconda, terza, quarta e quinta elementare e che hanno scelto di aderire all’iniziativa potranno tornare sui banchi dalle 8 alle 13 dal lunedì al venerdì. In queste ore gli scolari saranno impegnati in attività e corsi extra-scolastici di tipo educativo, laboratoriale e sportivo. Il servizio mira a favorire l’inclusione e la socializzazione tra i piccoli studenti, garantendo l’apprendimento all’interno di un contesto accogliente.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, l’assessore alla Scuola di Palazzo d’Accursio Daniele Ara e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale si sono detti molto soddisfatti per il successo avuto dall’esperimento. Esperimento che era già stato pensato anche per le medie sotto il nome di “Scuole Aperte” (con la differenza che in quel caso veniva chiesto un piccolo contributo alle famiglie). Nel caso di “La scuola che parte insieme”, invece, il servizio è gratuito, poiché pensato per aiutare le famiglie in difficoltà economiche.
