È uscito The Lord of the Rings: The Age of Men, un sequel dell’epopea tolkieniana scritto dall’italiano Michele Valdrè e ambientato nel regno di Re Elessar, cioè Aragorn.
The age of Men, una fan-fiction sulla quarta era tokleniana
Il romanzo segue le vicende di tre protagonisti che si intrecciano in un momento di cospirazioni: lo stregone Alkar, l’opportunista Disgrazia e la studiosa Ilharess. Vi sono anche mappe nuove e non presenti nell’originale tolkeniano. L’opera di Valdrè unisce il fantasy classico con quello politico moderno, esplorando l’illusione di pace prodotta dal regno di Aragorn e la tentazione della magia proibita. I primi capitoli sono disponibili gratuitamente in inglese su Wattpad e in italiano sul blog dell’autore.
Il confronto con “La nuova ombra”
Viene abbastanza automatico collegare questo progetto con “La nuova ombra”, scritto di 12 pagine di J.R.R. Tolkien che sarebbe potuto essere il sequel de “Il Signore degli Anelli” ma che venne abortito.
Entrambi i testi condividono, oltre all’ambientazione nella quarta era della Terra di Mezzo, l’analisi dell’aspetto più fragile della natura umana: la rapida decadenza morale degli Uomini e la nascita di sette oscure una volta terminata la Guerra dell’Anello.
La differenza fondamentale risiede nella scelta del genere narrativo. Tolkien scelse di non terminare il suo scritto poiché riteneva che, in assenza di un nemico esterno come Sauron, la narrazione si sarebbe trasformata in un semplice “thriller su una congiura politica”, un genere che non considerava degno dell’epica della Terra di Mezzo. Valdrè invece punta proprio su questo genere narrativo, mettendo gli intrighi politici e le debolezze degli Uomini al centro del suo dark fantasy moderno.
