Le luci dei luna park continuano a brillare lungo la Riviera Adriatica, ma dietro colori, musica e attrazioni si nasconde una situazione sempre più difficile. Secondo le stime di Ansva Confesercenti, nell’estate in corso il settore dello spettacolo viaggiante sta facendo i conti con una contrazione dei ricavi compresa tra il 20 e il 35%. Un dato che fotografa una crisi che non sembra essere soltanto temporanea e che, dopo la ripresa registrata al termine dell’emergenza sanitaria, ha trovato nuovi ostacoli nell’aumento dei costi e nella riduzione della spesa delle famiglie.
«Con la fine del Covid abbiamo assistito a una ripresa importante. Poi, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi di carburante ed energia elettrica, le famiglie hanno cominciato a risparmiare e per noi è iniziata una nuova crisi», spiega Luca Catter, presidente Anesv per Emilia-Romagna, Marche e Umbria. A pesare sono soprattutto gli spostamenti: il rincaro del carburante ha fatto aumentare fino al 40% i costi necessari per trasferire le attrazioni da una località all’altra. Per le strutture più grandi possono essere necessari anche tre Tir, con un impatto considerevole sui bilanci degli esercenti e, di conseguenza, anche sul prezzo dei biglietti.
Perché i luna park fanno sempre più fatica?
La difficoltà economica si accompagna a un cambiamento nelle abitudini del pubblico. «Oggi è sempre più difficile coinvolgere i giovani. Le nostre sono attività analogiche, che offrono esperienze pratiche di divertimento in un mondo in cui i ragazzi sono sempre più attratti dal digitale. Credo che questa importante funzione sociale debba essere riconosciuta e sostenuta, sia a livello nazionale, sia regionale», sottolinea Catter.
In Emilia-Romagna il comparto conta circa 600 aziende, 3.000 attrazioni e 8.000 addetti, numeri che rendono la regione uno dei principali territori italiani per lo spettacolo viaggiante. Ma anche la tradizione sta cambiando. Adriano Degli Innocenti, esercente attivo tra Modena, Reggio Emilia e i lidi ferraresi, racconta una Riviera molto diversa da quella conosciuta dalla sua famiglia. «Allora arrivavano famiglie che trascorrevano vacanze molto lunghe e il luna park era un punto di riferimento immancabile. Oggi la situazione è cambiata: i soggiorni si sono accorciati e la concorrenza è molto forte».
Dalla Riviera ai lidi: come cambia il mestiere dei giostrai?
Proprio la diversa durata delle vacanze sembra aver modificato profondamente il rapporto tra turisti e luna park. Degli Innocenti ha scelto da tempo di lavorare soprattutto nei lidi ferraresi, dove sostiene di aver avvertito meno gli effetti della crisi. In Romagna, osserva, il turismo è più concentrato e l’offerta di intrattenimento è molto più capillare, mentre nel Comacchiese le aree destinate allo spettacolo viaggiante sono maggiormente individuate.
Anche il lavoro durante l’anno è cambiato. La lunga pausa invernale di un tempo non è più sostenibile: gli esercenti hanno dovuto diversificare l’attività con giostre natalizie e piste di pattinaggio sul ghiaccio. E intanto, insieme alle abitudini, sono cambiate le attrazioni: alcune storiche sono scomparse, altre sono state sostituite da strutture più moderne. Una certezza, però, resiste al passare degli anni: gli autoscontri continuano a essere tra i protagonisti più amati dei luna park.
