Un importante piano di ristrutturazione ed efficientamento energetico sta per restituire a Bologna uno dei suoi simboli più prestigiosi.
Il cantiere di riqualificazione, operante da mesi, proietta il Teatro Comunale, sostenuto dall’impegno e dalle risorse del territorio, verso una nuova primavera.
Verso la riapertura
Come raccontato su Il Resto del Carlino a firma di Nicholas Masetti, tra i principali partner privati dell’iniziativa spicca il gruppo Illumia, azienda bolognese attiva nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale.
L’azienda ha scelto di sostenere il progetto ‘72 Nostoi‘ del Cantiere Itaca per accompagnare la struttura verso la riapertura ufficiale, fissata per il 14 febbraio 2027.
Il fondatore Francesco Bernardi ricorda come «la storia di Bologna è incentrata sulla musica. E il Teatro Comunale è l’iniziativa culturale principe della città».
Gli interventi puntano anche all’accoglienza del pubblico:
«La Sovrintendente (Elisabetta Riva) è voluta andare oltre: la Sala del Bibiena necessitava di essere maggiormente funzionale e confortevole. Il pubblico meritava una carezza anche nella fruizione degli spettacoli. Sarà così, sempre di più, un teatro di tutti».
Respinta inoltre l’idea di una partnership per mera visibilità:
«Per Illumia il lavoro imprenditoriale è essere utili alla socialità. L’arte, e la musica in particolare, sono la degustazione di equilibrio e armonia. […] Per questo per Illumia è fondamentale aiutare la cultura e la carità. Sono vere e proprie iniezioni di verità, terapie all’origine di ogni impresa».
Oltre i cantieri
Il restyling va oltre il semplice cantiere edilizio: la svolta sostenibile sta nel riammodernamento impiantistico con tecnologie a risparmio energetico e nella riqualificazione della Sala del Bibiena.
Un intervento “invisibile” ma decisivo per abbattere consumi ed emissioni di un edificio storicamente energivoro.
Oltre a tagliare i costi futuri, i lavori restituiranno decoro a piazza Verdi, dimostrando come l’efficienza energetica generi un impatto ambientale e sociale concreto ben oltre il 2027.
