Quando a Bologna si dice “i Viali”, non c’è bisogno di ulteriori specificazioni: si parla dei dodici tratti di strada doppia e alberata che corrono attorno alle mura della terza cerchia, che ormai non ci sono più, e collegano le dodici porte, che invece sono quasi tutte ancora presenti.
L’intitolazione dei nuovi viali, che avevano preso forma definitiva dopo l’abbattimento delle Mura e il riempimento della fossa, avvenne nella seduta del Consiglio Comunale del 16 aprile 1909. Il fatto che tutti siano stati “battezzati” nello stesso giorno è la ragione della sostanziale uniformità delle attribuzioni. Sono dedicati tutti ad insigni personaggi della vita bolognese dell’800.
Anche se oggi molti conoscono i nomi delle strade, pochi in realtà sanno chi sono stati questi personaggi e perchè si siano meritati l’intitolazione di queste importanti strade. Vediamoli allora, uno per uno.
Viale Giosuè Carducci (1835-1907) – Da Porta Maggiore a Porta Santo Stefano
Giosuè Carducci. Cominciamo subito con l’eccezione, perchè in realtà tutti sanno che si tratta del più grande poeta e uomo di cultura dell’800 italiano, vissuto a Bologna dal 1860, quando fu chiamato alla cattedra di Letteratura Italiana all’Università, fino alla morte.
Gli venne dedicato il viale che passa dietro casa sua, la ex chiesa della Madonna del Piombo. In seguito, gli venne dedicato anche la piazza davanti a casa.
Viale Giovanni Gozzadini (1810-1887) – Da porta Santo Stefano a Porta Castiglione
Giovanni Gozzadini. Ultimo discendente di una famiglia che è stata presente nelle vicende della città per almeno cinquecento anni. Marito dell’ultima discendente di Dante, Maria Teresa Serego Alighieri, anche essa fervente patriota.
Abitarono lungamente all’eremo di Ronzano e poi in via Santo Stefano 58, dove una lapide li ricorda. Storico e archeologo, coordinò gli scavi di Marzabotto che portarono alla luce la città etrusca di Kainua.
Nel suo podere “Villanova”, dietro la chiesa di Caselle (dove ora c’è il piazzale d’ingresso all’autostrada A14, in comune di San Lazzaro di Savena), condusse lunghi e accurati scavi che portarono alla scoperta e alla definizione di una particolare età di passaggio dalla civiltà del bronzo a quella del ferro, la Civiltà Villanoviana, che copre il periodo a partire dal 1000 e che è considerata l’inizio della civiltà Etrusca.
Nel 1860 rintracciò il cunicolo romano che, dal corso del Setta, in 17 km portava l’acqua in città. Il cunicolo venne restaurato dall’architetto Zannoni ed è ancora oggi in funzione.
Autore di molte pubblicazioni storiche calcolò (con molto eccesso) in 180 le torri medievali di Bologna. La figlia Gozzadina lasciò il proprio patrimonio all’Università per la costruzione della Clinica Pediatrica che a lei è tuttora intitolata: per i bolognesi è comunemente chiamata “Il Gozzadini”.

Giovanni Gozzadini (© Wikipedia)
Viale Enrico Panzacchi (1840-1904) – Da Porta Castiglione a Porta San Mamolo
Enrico Panzacchi, nato ad Ozzano, fu grande oratore e intellettuale poliedrico. Insegnò Belle Arti all’Università di Bologna e fu deputato e sottosegretario alla Pubblica Istruzione.
Amico di Carducci e apprezzato da Pascoli, fu anche letterato, poeta elegante e melodioso, e critico musicale. Fondò e diresse diverse riviste.
Riposa alla Certosa vicino all’amico Carducci. Un suo busto è stato posto nell’aiuola davanti all’ingresso dei Giardini Margherita.
Viale Antonio Aldini – Da Porta San Mamolo a Porta Saragozza
Antonio Aldini. Nipote di Galvani, fu avvocato e docente di diritto. Difese Zamboni e De Rolandis in tribunale e presiedette la riunione della Repubblica Cispadana del 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, che vide la nascita del Tricolore.
Napoleone lo ebbe in grande stima e ne fece uno dei suoi ministri e consiglieri più ascoltati, in Italia e a Parigi. Fu segretario di Stato del Regno d’Italia. Costituì una grande tenuta agricola di duemila ettari e introdusse l’innovativa coltura del riso.
Per compiacere Napoleone costruì Villa Aldini, da dove c’è forse il più bel panorama della città. Abitò in Strada Maggiore 34 (Palazzo Riario, oggi Sanguinetti, sede del Museo della Musica) e morì nel 1822. Suo fratello, Giovanni, lasciò parte della sua fortuna per la fondazione dell’istituto Aldini-Valeriani.
Viale Carlo Pepoli (1796-1881) – Da Porta Saragozza a Porta Sant’Isaia
Carlo Pepoli è stato reso immortale da Giacomo Leopardi, che a lui dedicò versi famosi: «Questo affannoso e travagliato sonno / Che noi vita nomiam, come sopporti, Pepoli mio?». Era il 1826, Leopardi era Bologna ed era diventato tanto suo amico da dedicargli un’ode.
In esilio a Parigi per avere partecipato ai moti del 1831, conobbe Rossini e Bellini e per loro scrisse liriche da porre in musica: forse la sua opera più nota è il libretto de “I Puritani”, musicato da Bellini.
Ritornò dopo dieci anni di esilio. Partecipò al governo provvisorio del 1859, poi dal 1862 al 1866 fu Sindaco di Bologna. Fu anche Deputato e Senatore del Regno d’Italia. Docente di lettere all’Università dopo il 1860 e segretario della Accademia di Belle Arti.
Anche suo fratello Gioacchino fu sindaco di Bologna oltre che Ambasciatore e Senatore.

Carlo Pepoli Biblioteca (© Comunale dell’Archiginnasio)
Viale Giovanni Vicini (1771-1845) – Da porta Sant’Isaia a Porta San Felice
Giovanni Vicini. Originario di Cento, fu presidente della Repubblica Cispadana e Segretario di quella Cisalpina. Fu poi importante magistrato durante il periodo napoleonico.
Ritiratosi dalla politica per lunghi anni, vi ritornò da protagonista durante il governo provvisorio delle Provincie Unite nel 1831. Costretto all’esilio, morì poi in miseria a Massalombarda.
Viale Antonio Silvani (1783-1847) – Da Porta San Felice a Porta Lame
Antonio Silvani partecipò ai moti del 1831 e fu esiliato con Carlo Pepoli, Giovanni Vicini e Terenzio Mamiani. Fu un insigne studioso di Diritto Civile.
Viale Pietro Pietramellara (1804-1849) – Da Porta Lame a Porta Galliera
Pietro Pietramellara. Laureato in Giurisprudenza lasciò Bologna per arruolarsi nell’esercito di Carlo Alberto. Di stanza a Genova diventò mazziniano e partecipò ai moti falliti del 1833. Condannato per questo all’esilio dagli stati sardi, ritornò a Bologna: anche qui cospirò e dovette fuggire in Francia.
Con l’avvento di Pio IX organizzò la guardia civica e con le truppe pontificie difese Vicenza, nella prima parte della Prima Guerra di Indipendenza.
Poi fu a Roma alla difesa della Repubblica Romana. Comandò la difesa di Villa Doria Pamphili, venne ferito e morì il 5 luglio. Il suo funerale fu profanato da un soldato francese che interruppe la cerimonia e gli strappò la coccarda tricolore che aveva sul petto.

Angelo Masini (© Museo Civico del Risorgimento di Bologna)
Viale Angelo Masini (1815-1849) – Da Porta Galliera a Porta Mascarella
Angelo Masini, a volte chiamato anche Masina. Volontario nel ’31, partecipò anche alla guerra “carlista” di Spagna dalla parte “liberale”.
Costituì una sua formazione personale “I Lanceri” (una cinquantina di addestrati e validissimi combattenti che Masini manteneva personalmente) e la guidò nella difesa della Repubblica Romana.
Cadde colpito da nove pallottole sulla scalinata di Villa Corsini il 3 giugno1849, mentre conduceva l’ennesimo assalto, guidando i suoi Lanceri e trascinando centinaia di volontari.
Non si sa dove sia stato sepolto. Fu forse l’ultimo romantico, valoroso, patriottico ed affascinante capitano di ventura.
Carlo Berti Pichat (1800-1878) – Da Porta Mascarella a Porta San Donato
Carlo Berti Pichat partecipò ai moti del ’31 e del ’48. Fu Deputato alla costituente della Repubblica Romana e combatté alla sua difesa.
Poi fu a Venezia con Manin. Più volte Deputato e poi Senatore, fu un insigne agronomo e fondò perfino, col suo fratellastro Augusto Aglebert, due giornali: “Il Felsineo” e “L’Italiano”.
Fu Sindaco di San Lazzaro e, per breve tempo, Sindaco di Bologna (nel 1872).

Quirico Filopanti (© Wikipedia)
Viale Quirico Filopanti (1812-1894) – Da Porta San Donato a Porta San Vitale
Quirico Filopanti è lo pseudonimo di Giuseppe Barilli, nato a Budrio. Eclettica ed affascinante figura di filantropo ottocentesco, ma anche grande esperto e docente di idraulica, matematico e filosofo. C’è tanto da dire su di lui, quindi settimana prossima usciremo con un approfondimento sulla sua figura incredibile.
Giambattista Ercolani (1817-1883) – Da Porta San Vitale a Porta Maggiore
Giambattista Ercolani fu un medico che si dedicò alla veterinaria. Assieme al suo maestro, l’Alessandrini, fu a Roma per la Repubblica Romana. Rifugiato in Piemonte, diresse la Scuola Veterinaria di Torino e fondò il “Giornale di Medicina Veterinaria”.
Rientrato a Bologna diresse la Clinica Veterinaria e fu anche rettore dal 1868 al 1871. Era considerato una autorità assoluta in campo mondiale nella sua branca.
Alla sua morte lasciò all’Università la sua sterminata raccolta di scritti storici sulla veterinaria che da allora fanno di Bologna la capitale mondiale di questa specifica storia della medicina.
Fu Deputato e collaboratore di Minghetti. Una lapide lo ricorda in via dè Castagnoli, una scuola in viale Filopanti e, ovviamente, la biblioteca centrale di Veterinaria è a lui intitolata.
Fonti:
Pelagalli – Origine di Bologna – volumi 2 e 4 – in Riga editore
Fanti – Le Vie di Bologna – Istituto per la Storia di Bologna
AA.VV – Le strade di Bologna – Newton periodici
Vianelli – Le Piazze di Bologna – Newton Compton editori
Costa-Tassinari Clò (a cura di) – C’era Bologna – Newton periodici
