La musica non è soltanto fonte di divertimento e balli sfrenati, anzi. La bellezza delle canzoni più toccanti è che entrano dentro e parlano più di quanto molti ragazzi si immaginano. È proprio questa l’idea alla base del progetto “Cantautori nelle scuole”, che porta nelle aule di scuola le canzoni di importanti artisti italiani, come testimoniato nel numero odierno di Repubblica da Emanuela Giampaoli.
La rivoluzione di “Cantautori nelle scuole”
Il libro-progetto nasce dalla volontà di avvicinare gli studenti alla musica d’autore, utilizzando testi e canzoni come veri strumenti didattici. Infatti, alcuni pezzi sono entrati nei libri scolastici e verranno analizzati dagli stessi insegnanti insieme agli studenti. Non si tratta semplicemente di ascoltare musica, ma di comprenderne il significato, individuare i temi affrontati e riflettere sulle parole utilizzate dagli autori. Forse la canzone è davvero la poesia degli anni 2000….
Nomi illustri
Potrebbe sembrare un progetto pensato solo negli ultimi tempi, ma i cantautori all’interno del libro sono famosissimi e renderanno lo studio molto meno pesante. Francesco Guccini è uno dei paladini, anche perché il volume contiene uno degli ultimi scritti del glorioso musicista emiliano.

Francesco Guccini (©Francesco Guccini)
Ma anche Vasco Rossi, Ligabue e Mannarino hanno commentato brani dei loro idoli, capaci di parlare ai giovani. Troppo spesso, almeno fino ad ora, li avevamo letti con eccessiva semplicità, senza tenere conto che un singolo nasce da un’esigenza comunicativa. Ma oggi qualcosa può cambiare.
La nuova poesia
Portare questi artisti a scuola significa riconoscere che la cultura non si trova soltanto nei libri di storia o di letteratura. Una canzone può essere considerata una forma di poesia contemporanea perché, come facevano geni del calibro di Dante e Petrarca, attraverso poche parole riesce spesso a raccontare esperienze e sentimenti.
Inoltre, analizzare un testo musicale permette di sviluppare capacità linguistiche: gli studenti possono osservare metafore, similitudini, ripetizioni, rime e assonanze. Insomma, “cantautori a scuola” potrebbe essere il vero ponte tra i giovani e lo studio, portandoci verso una nuova era tra i banchi scolastici.

