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FLEETWOOD MAC – RUMOURS

Scritto in un clima tesissimo, tra liti furiose e polemiche, Rumours polverizzerà ogni record di vendita mai stabilto fino ad allora.

Fleetwood Mac Rumours ©Creative Commons
Fleetwood Mac Rumours ©Creative Commons

Uscito il: 4 Febbraio 1977
Etichetta: Warner Bros.
Numero di catalogo: BSK 3010
Durata: 39’03”

TRACCE
Lato 1:
Second Hand News (Lindsey Buckingham) – 2:43
Dreams (Stevie Nicks) – 4:14
Never Going Back Again (Lindsey Buckingham) – 2:02
Don’t Stop (Christine McVie) – 3:11
Go Your Own Way (Lindsey Buckingham) – 3:38
Songbird (Christine McVie) – 3:20
Lato 2:
The Chain (Buckingham, Fleetwood, C. McVie, J. McVie, Nicks) – 4:28
You Make Loving Fun (Christine McVie) – 3:31
I Don’t Want to Know (Stevie Nicks) – 3:11
Oh Daddy (Christine McVie) – 3:54
Gold Dust Woman (Stevie Nicks) – 4:51

Sausalito, California, Febbraio 1976.
Dopo l’abbandono del chitarrista Bob Welch, I Fleetwood Mac hanno reclutato Lindsey Buckingham e la sua fidanzata Stevie Nicks per rimpiazzarlo e il disco, eponimo, che ne è uscito è stato un successo mondiale che ha portato la band ad un mega-tour durato oltre sei mesi.
Tutto quel tempo insieme non ha giovato e sono esplosi molti conflitti interni: il bassista John McVie e la moglie Christine (che manterrà comunque il cognome del marito), tastierista della band, divorziano dopo otto anni di matrimonio e Buckingham e Stevie Nicks rompono il loro fidanzamento ufficialmente.
C’è di più, il Batterista Mick Fleetwood scopre che la moglie Jenny Boyd – sorella minore di Patty, moglie di George Harrison – ha una relazione con il suo migliore amico.
Come se tutto ciò non bastasse, ci si mette anche la stampa: un paparazzo fotografa segretamente Buckingham e Nicks che giocano con la figlia di Fleetwood e nell’articolo si insinua sia la figlia segreta dei due, mentre un’altra testata riporta la falsa notizia che Christine McVie sia in ospedale gravemente malata.
In questo clima, non certo idilliaco, iniziano le registrazioni dell’album, al Record Plant, 2200 di Marinship Way, nella piccola città californiana di Sausalito.
Buona parte della band non è contenta dello studio, uno scarno edificio in legno ad un solo piano privo di finestre, ma Fleetwood è irremovibile e pretende che il nuovo materiale si registri lì.
Le ragazze affittano due stanze che si affacciano sul porticciolo, gli uomini si sistemano nella foresteria dello studio.
Il budget pressoché illimitato fornito dall’etichetta non aiuta: la band, forse anche per scaricare le tensioni accumulate, è più impegnata in feste e balli che nell’attività musicale, inoltre tutti fanno uso massivo di stupefacenti.
Buckingham fa impazzire i fonici, Ken Caillat e Richard Dashut, che per accontentarlo provano decine di microfoni ed amplificatori diversi, riuscendo poi ad ottenere il suono voluto dal chitarrista direttamente nel banco di missaggio, un API con equalizzatori 550A.

I BRANI

Tutto il disco riflette le inquietudini del periodo.
In Second Hand News e Go Your Own Way, Buckingham affronta la separazione da Nicks con spirito pessimistico e sarcastico, mentre un breve flirt con una donna arrivata dal New England gli ispira Never Going Back Again.
Stevie Nicks, al contrario, oggettivizza la fine della storia in modo più malinconico e nostalgico in Dreams e I Don’t Want To Know, mentre Christine McVie cerca di guardare al futuro con speranza in Don’t Stop e nella sognante Songbird, che suona quasi una preghiera.
La stessa McVie dedica una struggente Oh Daddy alla riconciliazione tra Fleetwod – soprannominato dalla band “Big Daddy” – e la moglie Jenny e You Make Loving Fun al suo nuovo compagno, il tecnico luci della band, che aveva iniziato a frequentare dopo la rottura col marito John.
Ancora Stevie Nicks scrive di getto Gold Dust Woman, che tratta della vita caotica ma impalpabile di Los Angeles e delle difficoltà incontrate in una città così particolare.
The Chain è l’unico brano che vede la collaborazione di tutti i membri del gruppo alla stesura.
Dopo sette lunghissimi mesi, tra incomprensioni e liti a volte furibonde, l’album è finalmente completato ma un problema tecnico, dovuto all’usura del nastro, ne ritarda l’uscita.
I fans lo troveranno nei negozi solo il 4 Febbraio dell’anno successivo ma l’attesa sarà valsa la pena: 48 dischi di platino in tutto il mondo e 4 di diamante, due in Canada ed altrettanti negli USA, ne fanno fino a quel momento il disco più venduto di sempre, raggiungendo un successo nemmeno ipotizzato a causa delle difficoltà attravesate da ognuno e dai dissidi interni.
Lindsey Buckingham offrirà il suo punto di vista:
“Le tensioni tra i membri hanno influenzato le incisioni facendo in modo che il risultato finale fosse superiore alla somma delle parti”.
Christine McVie, invece, affermerà che “nessuno si stava rendendo conto di mettere tutto sé stesso in quei brani, abbiamo capito cos’era realmente successo solo a disco terminato”.
La logica conseguenza sarà il Grammy come “miglior album dell’anno”.
Rumours (si noti la grafia British) è un disco ancora oggi attualissimo, dopo ben 50 anni, ed è facilmente ipotizzabile che non invecchierà mai.

E tu cosa ne pensi?

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