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Incidenti e vittime, Bologna Città 30 torna al centro del dibattito

Bologna Città 30 (©Bologna)
Bologna Città 30 (©Bologna)

I numeri del primo semestre 2025 riaccendono lo scontro politico su Bologna Città 30. C’è chi da una una parte invita a non trarre conclusioni affrettate, sostenendo che gli effetti di una misura strutturale si possano valutare solo nel medio-lungo periodo. Dall’altra vi è  chi, invece, legge già nei dati la prova del fallimento del progetto.

Il confronto è avvenuto ieri in commissione Territorio, Ambiente e Mobilità della Regione Emilia-Romagna, dove il presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale ha illustrato i dati raccolti dalla Polizia Locale e certificati dall’Istat. Le statistiche, riferite ai primi sei mesi del 2025 e confrontate con lo stesso periodo del 2024, fotografano la situazione sia a livello provinciale sia nel capoluogo.

Aumentati gli incidenti a Bologna

In provincia di Bologna gli incidenti sono saliti da 1.925 a 1.991, i morti da 25 a 26 e i feriti da 2.483 a 2.658. Nel capoluogo, invece, gli incidenti sono diminuiti da 981 a 954, ma sono aumentate le vittime, passate da quattro a sei, e anche i feriti, saliti da 1.210 a 1.231.

Numeri che hanno alimentato un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione. «Per capire il reale effetto di Bologna Città 30 bisogna guardare ai dati su un orizzonte di cinque-dieci anni», è la posizione espressa dal centrosinistra. Di tutt’altro avviso il centrodestra: «I numeri dicono che Bologna Città 30 è fallita: aumentano morti e feriti».

Prevenzione nelle aree urbane

Per Simona Larghetti (Avs), i dati confermano soprattutto la necessità di concentrare gli sforzi sulla prevenzione nelle aree urbane. «È nelle città, dove si registra il maggior numero di incidenti, che bisogna continuare a investire sulla sicurezza stradale», ha sottolineato.

Gli effetti del progetto e l’efficacia delle misure

Elena Ugolini (Rete Civica), invece, chiede un’analisi più approfondita degli effetti del progetto: «L’Osservatorio ci dica quale sia il reale impatto di Bologna Città 30 su incidenti, morti e feriti». Secondo la consigliera, il dibattito non può limitarsi ai numeri assoluti, ma deve valutare con rigore l’efficacia delle misure adottate.

La critica rivolta alla comunicazione del Comune

Ancora più dura la critica rivolta alla comunicazione del Comune. «La Regione smentisce la propaganda di Palazzo d’Accursio», sostiene Ugolini, ricordando che appena sei mesi fa, il 6 gennaio 2025, il Comune celebrava il primo anno di Bologna Città 30 parlando di una riduzione del 48,72% delle vittime e di una netta inversione di tendenza. «Se oggi si afferma, seguendo la letteratura scientifica, che servono diversi anni per valutarne gli effetti, allora era sbagliato proclamarne il successo dopo appena dodici mesi. È la differenza tra buona politica e propaganda».

Per Ugolini la moderazione della velocità resta uno strumento importante, ma «la sicurezza stradale richiede un approccio più serio e completo, fondato su dati letti con onestà intellettuale e interventi capaci di affrontare tutte le cause dell’incidentalità».

Interviene anche Fratelli d’Italia

Sul fronte di Fratelli d’Italia intervengono anche la capogruppo regionale Marta Evangelisti e il consigliere Francesco Sassone, che collegano i nuovi dati all’avvio della seconda fase del progetto in città. «Nuovi dossi, cuscini rallentatori e attraversamenti rialzati dimostrano ancora una volta l’ostinazione ideologica della Giunta Lepore, che continua a investire in un progetto che non contribuisce a una maggiore sicurezza stradale».

Riflettere prima di proseguire con nuovi cantieri e interventi di moderazione del traffico

Nelle 48 slide presentate in commissione, osservano gli esponenti di FdI, emerge come «a Bologna le variazioni nel numero di incidenti siano minime, mentre si registra un lieve aumento di morti e feriti rispetto allo stesso periodo del 2024». Da qui la richiesta di fermarsi a riflettere prima di proseguire con nuovi cantieri e interventi di moderazione del traffico.

Sulla stessa linea anche Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. «Il numero delle vittime è purtroppo in aumento e questo dimostra che una misura presentata come risolutiva non ha raggiunto gli obiettivi annunciati. Ancora più grave se si considera che sono stati investiti 24 milioni di euro dei contribuenti in un progetto che, allo stato attuale, non sta producendo i risultati promessi». Secondo il leghista, quelle risorse avrebbero potuto essere destinate a manutenzione, messa in sicurezza delle strade e controlli.

Richiesta di rafforzare le attività di educazione stradale

Dal dibattito in commissione è però emerso anche un terreno condiviso. Eleonora Proni (Pd), Vincenzo Paldino (Civici), Simona Lembi (Pd) e Nicola Marcello (FdI) hanno infatti chiesto di rafforzare le attività di educazione stradale. Una proposta raccolta dall’assessora regionale alla Mobilità Irene Priolo, che ha annunciato l’intenzione di istituire un gruppo di lavoro con i consiglieri regionali dedicato all’analisi degli incidenti mortali e alle possibili strategie di prevenzione.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Nicholas Masetti)

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