Per chi abbia letto il “Silmarillion”, quando la musica abbia un ruolo centrale all’interno della Terra di Mezzo e del mondo di J.R.R. Tolkien è decisamente palese, forse lo è un po’ meno per chi non abbia (ancora) affrontato quel volume.
Per chi abbia solamente letto “Il Signore degli Anelli”, le canzoni possono sembrare meri intermezzi poetici a volte anche un po’ ridondanti. Non lo nego, la prima volta che io ho letto il capolavoro di Tolkien, le ho saltate quasi tutte perché mi pareva che in buona parte mi allontanassero dalla storia. Fu un errore che capii solo tempo dopo.
Nell’universo del Professore inglese la musica non è un semplice ornamento, ma la sostanza stessa della realtà. Dalla creazione del cosmo alla vita quotidiana dei suoi popoli, musica e canto sono il filo conduttore che definisce l’identità della Terra di Mezzo.
La Musica come atto creativo del mondo di Tolkien: l’Ainulindalë
Non è una esagerazione, l’atto fondante dell’universo tolkieniano e della Terra di Mezzo è puramente musicale. Nel Silmarillion, infatti, la creazione del mondo avviene attraverso l’Ainulindalë, ovvero la “Musica degli Ainur”. Eru Ilúvatar, la divinità creatrice dell’universo, dopo aver creato gli Ainur (quelli che diventeranno i Valar) propose loro dei temi musicali e questi cantarono al suo cospetto trasformando il pensiero divino in una “Grande Musica” che si fece materia.
Il processo cosmogonico non fu però privo di problemi: Melkor, il più potente degli Ainur, introdusse delle “stonature” o dissonanze per affermare la propria volontà, dando origine al male nel mondo. Non so se vi ricorda un certo angelo caduto…
Così, sebbene la forza creatrice sia benefica nel mondo vi è anche del male. Il pensiero incoraggiante è che comunque Melkor non ebbe la meglio e quindi, quando la storia dell’universo sarà conclusa, avrà comunque prevalso la volontà benefica di Ilúvatar.
Il potere del canto: magia e speranza
Se la musica celestiale crea la materia deve essere un’arma assai potente. E nel legendarium tolkieniano in effetti la musica possiede un potere manifesto che in alcuni casi è capace di intervenire sugli eventi. E non lo fa solamente se usata da esseri angelici.
Tom Bombadil è certamente il culmine di questo potere nella Terra di Mezzo al di fuori di Valinor. Tom domina a proprio piacere una forza come quella del Vecchio Uomo Salice e scaccia gli spettri dei tumuli con il solo canto.
Ma la musica è anche forza salvifica e di speranza: mentre Sam si aggira nella torre di Cirith Ungol inizia a cantare in modo spontaneo, per la disperazione, e proprio quella canzone, uscita in modo imprevisto nel posto più assurdo possibile, lo porta a ritrovare Frodo.

Barbalbero e gli Hobbit (© Il Signore degli Anelli di Ralph Bakshi)
Musica e poesia: identità e cultura
La musica, insomma, permea e plasma ogni cosa. Tolkien utilizza le canzoni anche come strumento filologico per approfondire la cultura dei diversi popoli di Arda. Le poesie e le canzoni, sebbene possano apparire un intermezzo, sono in realtà un’immersione nelle tradizioni del popolo che le ha composte e spesso seguono canoni ben distinti.
- Elfi: Le loro canzoni sono leggiadre, antiche e solenni. Un esempio celebre è l’ann-thennath di Beren e Lúthien cantato da Aragorn, che evoca una bellezza malinconica e immortale.
- Ent: Gli stessi Ent cantano e le loro composizioni sono epiche e antiche come la loro stessa razza.
- Hobbit: Il canto di questo popolo è invece l’emblema della loro semplicità e spensieratezza. Si parla quasi sempre di cibo, di passeggiate, o di piccole stramberie di tutti i giorni. Un esempio ne sono le rime di Frodo alla locanda del Puledro Impennato.
- Nani: Questo popolo è solito intonare canti in cui riecheggia la solennità e la grandezza dei loro reami di pietra.
- Uomini: Gli uomini sono in realtà abbastanza differenti tra loro, per cui ad esempio i Cavalieri di Rohan fanno canzoni su epica e guerra, simili a delle tempeste, ma di altra connotazione sono le canzoni degli eredi di Numenor (come Aragorn), senza dubbio più malinconiche e simili a quelle degli elfi. Ancora diverse devono essere le canzoni degli uomini delle montagne sopra Rohan, per non parlare di quelli dell’estremo sud o dell’est, di cui però non abbiamo esempi (o almeno non me ne sovvengono alla mente).
