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Bologna, l’opposizione tenta il blitz a Villa May per il caldo

La cronaca del caso Villa May: a Bologna scoppia la polemica tra Comune e opposizione sulle ispezioni per l’emergenza caldo.

Villa May caldo (1)
Immagine generata con IA (@Radiabo)

Cosa succede se l’opposizione decide di misurare con il termometro il livello di emergenza caldo a Bologna?

Davanti ai cancelli di Villa May, un tentativo di ispezione si è trasformato in un vero e proprio casus belli.

Il “blitz”

Il caso, scoppiato nella struttura bolognese e raccontato in un articolo de Il Resto del Carlino, vede come protagonista il consigliere leghista Matteo Di Benedetto, presentatosi davanti alla scuola materna per denunciare il caldo asfissiante patito da bambini e personale.

Trovando chiuse le porte della scuola dell’infanzia Villa May, non essendogli dunque stata concessa adenzia, Di Benedetto ha tuonato contro la cooperativa che gestisce il centro: «Ci hanno detto che non è di loro competenza aprirci».

Ostacolato in quello che definisce un suo diritto-dovere di pubblico ufficiale, il consigliere ha effettuato i rilievi sul marciapiede, denunciando una situazione insostenibile: «Qui ci sono 40 gradi: bisogna smetterla di mascherarlo».

Nonostante le proteste dei sindacati e delle famiglie che si trascinano da mesi, anche ai consiglieri Nicola Stanzani, Manuela Zuntini, Samuela Quercioli e Gian Marco De Biase sono rimasti al di fuori della struttura insieme al consigliere.

La versione del Comune

La replica ufficiale del Dipartimento Educazione, tuttavia, ribalta completamente la narrazione del blitz.

Gli uffici comunali, infatti, avrebbero ricevuto la richiesta di accesso appena quindici minuti prima della conferenza stampa.

Nonostante il via libera formale concesso in base all’articolo 55 del regolamento del Consiglio, la ricostruzione istituzionale assicura che, dopo l’invio della mail, «nessuno ha suonato al campanello o si è presentato» per entrare davvero.

Le porte sarebbero rimaste chiuse solo per i giornalisti a tutela dei minori presenti.

La versione del Comune smentita dai presenti

Una versione definita falsa dall’opposizione, con Di Benedetto che evidenzia come il campanello sia stato suonato. Il consigliere ci ha contattati reiterando la propria versione dei fatti portando anche il consigliere De Biase come testimone del fatto che il tentativo di prendere contatto con chi era all’interno sia stato fatto.

A prescindere però dalla polemica tra maggioranza e opposizione su modalità/tempistiche del controllo, resta sul piatto il fatto che la crisi climatica ci porta in dote giornate di calore estremo sempre più frequenti, e il problema deve essere affrontato il prima possibile anche e soprattutto quando si parla di scuole (in particolare dell’infanzia come in questo caso).

E tu cosa ne pensi?

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