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Spettacoli

Torna a teatro il “poeta” Alessandro Bergonzoni, quando vederlo e di cosa parlano gli spettacoli in scena

Rassegna Stampa de “Il Resto del Carlino”, con l’intervista ad Alessandro Bergonzoni sui suoi prossimi spettacoli teatrali e sul suo rapporto col palcoscenico.

Alessandro Bergonzoni in scena con "Arrivanoi dunque"
Alessandro Bergonzoni in scena con "Arrivanoi dunque" (© alessandrobergonzoni.it

Nella bella intervista uscita su “Il Resto del Carlino” a firma Amalia Apicella ad Alessandro Bergonzoni, questi rifiuta le definizioni convenzionali che lo descrivono semplicemente come un “funambolo della parola”. Per l’artista, la parola non possiede alcun valore senza un concetto sottostante, e le etichette tradizionali risultano ormai troppo strette. E di certo non vuole essere descritto come attore, essendo stato bocciato due volte all’Accademia Antoniana, ma preferisce essere definito “poeta” e “recettore, traduttore, percettore continuo”, convinto che il sentire e l’udire costituiscano veri e propri mestieri artistici e poetici.

Il “Teatro Mentale” e la ricerca del senso di Alessandro Bergonzoni

Nel corso dell’intervista, Bergonzoni riflette sulla natura stessa del palcoscenico e sulla propria relazione con l’arte drammatica e con uno dei suoi consueti giochi di parole ricorda che il teatro, senza la “A”, sarebbe solamente tetro. Bergonzoni ammette di non amare la vita da camerino e la polvere del palco, ma definisce il teatro come fonte di luce ed evidenzia il vero spazio creativo: il “teatro mentale”; cioè il luogo interiore in cui nascono le prime stesure, i gesti, la mimica e le scenografie delle sue opere.

Un ulteriore gioco di parole è speso per l’invasione di campo di giornalisti, psicanalisti e conduttori televisivi che sconfinano sempre più spesso a teatro, ricordando che comunque il conduttore miglior è sempre il rame.

Dai nodi da sciogliere alla “AU” contrapposta alla “AI”

Nello spettacolo precedente, “Trascendi e sali”, l’obiettivo era anticipare i nodi che giungono al pettine, con la nuova fase creativa emergono invece i “dunque” interiori e coscienziali. Di fronte agli interrogativi sul futuro, l’artista sottolinea la necessità e l’urgenza di alcune trasformazioni fondamentali:

  • Diventare “coscienziati”: Non basta l’apporto degli scienziati; occorre sviluppare una coscienza profonda e responsabile.
  • Dalla AI alla AU: Piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sull’Intelligenza Artificiale (AI), urge rimettere al centro la “AU”, ovvero l’Anima Universale.
  • L’immedesimazione e la relazione: Oltre la semplice empatia o solidarietà, è necessaria una reale immedesimazione che porti a “diventare l’altro” e a superare ogni divisione.

Quando e dove vedere gli spettacoli di Alessandro Bergonzoni

Nel prossimo futuro sono previsti due spettacoli di Alessandro Bergonzoni, che restano sempre qualcosa di appassionante e unico per gli spettatori.

  • “Spezzoni (Teatrovisioni). Sinfonia di silenzi per Piano Forte e Orchestra” sarà in scena al Teatro Duse il 7 ottobre 2026, in occasione della Giornata Nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma (promossa dalla Fondazione Gli Amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris). Bergonzoni si presenta come “il miglior non suonatore di piano esistente a Bologna” e sarà più un esperimento che uno spettacolo tradizionale: l’artista non-suona uno strumento, proiettando su schermo spezzoni dei suoi lavori (‘Teatrovisioni’) e creando una sinfonia silente tra tasti dolenti, comici e arcobalenici.
  • “Arrivano i dunque. Avanotti. Sole Blu e la storia della giovane Saracinesca” sarà invece in scena dal 26 gennaio al 1° febbraio 2027, sempre al Teatro Duse. Questo spettacolo rappresenta un’invocazione che parte dal presupposto che il teatro attuale vada “stretto” e sia diventato “un po’ corto”, spingendo l’artista e il pubblico verso una riflessione antropologica e spirituale.

Consiglio spassionato di chi scrive: se non avete mai visto Bergonzoni dal vivo, colmate la lacuna quanto prima, a volte non è facile stare dietro alla sua parlantina, ma lo spettacolo vale sempre la pena di essere visto sia per la quota di intelligenza che per quella di divertimento.

E tu cosa ne pensi?

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