Tra le attività storiche più famose di Bologna c’è senza dubbio il “Laboratorio di Cose Dolci” Majani, celebre negozio di cioccolato nato 230 anni fa nel pieno centro della città. «Majani 1796: il primo cioccolato italiano» è lo slogan di un’azienda che ha fatto la storia del cioccolato italiano. Oggi a portare avanti l’azienda di famiglia, popolare a livello mondiale per i suoi iconici cremini, c’è la 26enne Vittoria Majani (intervistata da Giorgio Burreddu per Repubblica).
Vittoria Majani, l’erede del cioccolato di Bologna, celebra i 230 anni del negozio: «Abbiamo passato momenti difficili, ora voglio portare freschezza e leggerezza nell’azienda di famiglia»
La giovane imprenditrice Under 30, che lavora nell’azienda di famiglia assieme al padre, è l’erede di un impero che produce cinque milioni di cioccolatini all’anno, esportando in ben 50 paesi. «Abbiamo superato guerre, crisi, difficoltà: la nostra età ce la portiamo benissimo. Papà è un uomo serio e d’altri tempi, io credo di aver portato freschezza e leggerezza» esordisce Vittoria, sottolineando come la Majani esista da oltre due secoli.
Lei stessa rappresenta la nona generazione di una famiglia che ha fatto del cioccolato la sua vita. «Il primo ricordo è mia nonna Anna, lei incarnava l’azienda in persona. Mi parlava sempre di questo cioccolato, di come amasse Majani. Me la ricordo in produzione, con il camice – racconta Vittoria – Io vorrei lavorare sulla comunicazione. In Italia ci conoscono, ma c’è bisogno di raccontare meglio Majani. E credo ancora nel negozio fisico come luogo di hospitality. Oggi tutti puntano sull’online».
E invece il negozio bolognese, inventore tra il resto dei famosi Cremini Fiat che oggi sono il simbolo dell’azienda, continua a essere una realtà a conduzione familiare, il cui punto forte è proprio il cioccolato di qualità. «Per me il cioccolato è famiglia, qui mi sento a casa. Il nostro cioccolato si mangia in famiglia ed è fatto da una famiglia. Bologna è perfetta per noi, è qui che siamo nati» prosegue Vittoria Majani.
«Puntiamo sulla qualità e abbiamo uno staff composto in maggioranza da lavoratrici donne»
Una famiglia che però punta molto anche sull’etica del lavoro: lo staff di Majani, infatti, è composto al 78% da donne. «Quando ho visto il dato del 78% mi sono meravigliata: pensavo fosse anche più alto – conclude – Le nostre donne sono persone molto capaci, che abbiamo fatto crescere dentro l’azienda. Questa è una cosa a cui tengo: noi non abbiamo puntato sulla qualità del prodotto o sulle donne perché andava detto. Era solo il modo migliore di lavorare».
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