Dopo anni segnati da difficoltà gestionali e risultati inferiori alle aspettative, Grand Tour Italia prova a inaugurare una nuova fase. Il progetto di rilancio passa attraverso un cambio di identità che punta a rendere l’ex Fico uno spazio multifunzionale, capace di attrarre un pubblico più ampio grazie a un’offerta che unisce cultura, intrattenimento, formazione e tempo libero. L’obiettivo è costruire un luogo sempre più dinamico, aperto sia a iniziative gratuite sia ad attività a pagamento, dove esperienze ludiche ed eventi culturali possano convivere e alimentarsi a vicenda.

Crediti immagine: Grand Tour Italia
Una riconversione già iniziata
La trasformazione è già partita. Se in passato la ristorazione rappresentava il fulcro dell’offerta, oggi il suo ruolo è diventato complementare rispetto alle attività dedicate all’intrattenimento. Kart, parco avventura e paintball stanno infatti registrando risultati incoraggianti, così come il percorso espositivo “Beautiful Gallery”, che nei primi sette mesi ha superato le 30 mila presenze. Il calendario continuerà ad arricchirsi anche nei prossimi mesi: a settembre è infatti prevista l’apertura della nuova mostra “Feeling“, destinata a rafforzare ulteriormente la proposta culturale del complesso.
Grand Tour Italia – Spazi ancora liberi e nuove opportunità
Attualmente solo metà dei 13 mila metri quadrati disponibili risulta occupata, ma la società guarda con fiducia alle trattative in corso per completare il riempimento dell’area. L’amministratore delegato spiega che sono allo studio diversi progetti, tra cui una proposta della Fondazione Ert, una libreria, una listening room riservata ai maggiorenni e ulteriori spazi destinati a eventi temporanei.
La sostenibilità economica resta la sfida principale
Nonostante i segnali di crescita, il percorso verso l’equilibrio economico resta complesso. Ai costi di gestione continuano infatti a pesare un canone di locazione di circa due milioni di euro, 1,7 milioni destinati alle spese energetiche e un ulteriore milione per il personale.
«Il bilancio di previsione del 2026 è ancora in negativo, ma perderemo una cifra inferiore rispetto agli scorsi anni», anticipa Bagnasco, che guarda comunque con ottimismo al futuro. Tra gli elementi che potrebbero favorire la definitiva ripartenza cita anche i grandi progetti infrastrutturali della città. «La nostra resilienza è sostenuta anche da due papabili novità, il nuovo stadio e il tram. La Linea Rossa arriverà fino all’ex Fico? Probabilmente no, ma nessuno lo dice con certezza».
