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Nuovo stadio, la Cna si schiera: «Tutto coperto e sempre aperto»

Entro settembre andranno definiti costi, utilizzi e tariffe della nuova struttura, mentre si avvicina la scadenza per la candidatura agli Europei 2032.

Stadio Dall'Ara (@Damiano Fiorentini)
Stadio Dall'Ara (@Damiano Fiorentini)

Dopo Ascom, anche la Cna prende posizione a favore del nuovo stadio immaginato da Bologna Fiere e Bologna Fc. Il presidente Antonio Gramuglia guarda con interesse a un progetto che, secondo l’associazione degli artigiani, potrebbe rappresentare molto più della semplice costruzione di un nuovo impianto sportivo. L’idea è quella di dotare Bologna di una struttura moderna, funzionale e capace di produrre valore nel lungo periodo.

Stadio Dall'Ara (@Damiano Fiorentini)

Stadio Dall’Ara (@Damiano Fiorentini)

Uno stadio aperto tutto l’anno?

È proprio sulla capacità di trasformare l’impianto in una vera infrastruttura cittadina che la Cna concentra le proprie aspettative. L’auspicio è che il nuovo stadio non venga utilizzato esclusivamente durante le partite del Bologna, ma possa ospitare concerti, spettacoli, congressi, manifestazioni internazionali e appuntamenti sportivi di diversa natura. L’obiettivo sarebbe quindi mantenere la struttura attiva per gran parte dell’anno, aumentando le occasioni di utilizzo e le possibilità di generare ricavi. In quest’ottica, Gramuglia guarda con favore anche all’ipotesi di una copertura integrale del campo.

Agosto sarà decisivo per i conti

Nel frattempo il progetto entra nella fase in cui sarà necessario passare dalle idee ai numeri. Fiera e Bologna Fc dovrebbero incontrarsi nuovamente intorno al 20 agosto per fare il punto sul lavoro dello strutturista Massimo Majowiecki e degli altri esperti incaricati di definire costi, tariffe e modalità di utilizzo dell’impianto. La struttura multifunzionale dovrà infatti dimostrare di poter reggere economicamente nel tempo, anche attraverso eventuali investitori esterni.

La corsa verso gli Europei 2032

A rendere ancora più stretti i tempi è la candidatura dell’Italia agli Europei del 2032. L’Uefa dovrà ricevere entro il 30 settembre le proposte definitive e Bologna punta sul nuovo impianto, progettato per superare i 30mila posti e quindi rispettare i requisiti per ospitare almeno alcune gare della competizione. La candidatura felsinea dovrà però confrontarsi con altre città e sedici stadi già in corsa. Entrare nella lista finale non è scontato, ma il nuovo impianto potrebbe comunque diventare una delle prime alternative qualora qualche candidatura dovesse perdere terreno.

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