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Bologna, il nuovo stadio muove i primi passi: c’è l’accordo

Verso la nuova arena in Fiera: il progetto muove passi concreti con un’intesa solida, ma Bologna e il sindaco dovranno farsi trovare pronti alle sfide implicate.

Joey Saputo
Joey Saputo, presidente del Bologna (©Damiano Fiorentini/1000 Cuori Rossoblù)

L’ennesimo capitolo della saga del possibile impianto cittadino questa volta porta con sé una firma precisa e qualche certezza in più.

Si parla, infatti, di un passaggio concreto e formale che prova a sbloccare definitivamente il dibattito quotidiano, rilanciando le ambizioni di Bologna e del suo nuovo stadio anche in ottica europea.

I dettagli

In un articolo firmato per il Resto del Carlino, Andrea Bonzi fa il punto sull’intesa stretta tra BolognaFiere e il Bologna FC per realizzare la nuova struttura in via Michelino.

Si tratta di un impianto da 35mila posti dotato di copertura mobile e campo da gioco retrattile, pensato per alternare partite di calcio, concerti ed eventi fiera.

Il progetto, affidato allo Studio SHESA e a MJW Structures con traguardo fissato al 2031, prevede un conto complessivo di circa 300 milioni di euro: 30 statali, 200 garantiti dalla Fiera e da Joey Saputo, e 70 milioni da trovare sul mercato, dove si stanno già avvicinando operatori come Plenitude e Live Nation.

Sulla stessa testata Francesco Moroni mette in fila le reazioni della politica e delle categorie coinvolte.

Il sindaco Matteo Lepore esalta l’operazione abbozzando uno sguardo lungimirante:

«Siamo davanti a un cambiamento importante e dovremo accompagnarlo con grande attenzione […]. Oggi compiamo un passo importante e confermo la volontà di coprire l’investimento necessario per l’opera. Sarà mia cura ora coinvolgere la cittadinanza e i quartieri interessati al fine di addivenire a un progetto completo di trasformazione urbana […]. Un progetto di questa dimensione richiede collaborazione tra pubblico e privato, qualità nella progettazione e soprattutto capacità di governare le ricadute sulla città».

La vera partita

I nodi pratici e politici, tuttavia, restano sul tavolo.

Se da un lato Giancarlo Tonelli (Confcommercio Ascom) vede nell’opera «davvero un bacino molto importante per il turismo business, per lo sport e, sicuramente, anche per l’economia della nostra area metropolitana», ricordando la necessità di non abbandonare il Dall’Ara a sé stesso, dall’altro Daniele Ravaglia (Bologna Welcome) solleva dubbi sulla logistica:

«Non si può pensare soltanto allo stadio […]. Non mi pare che si parli di viabilità, mentre sarebbe un problema se questo tema non venisse affrontato in tempo».

A complicare il quadro ci sono anche le tensioni interne a Palazzo d’Accursio evidenziate da Alberto Zanni (Confabitare):

«Mi chiedo come farà Lepore a tenere insieme la sua maggioranza […]. Da una parte il Comune dice di sostenere che il nuovo stadio sia un’opportunità per il quadrante della Fiera; dall’altra, l’area ambientalista interna alla maggioranza ha espresso critiche forti sul consumo di suolo e sulla scelta dell’area».

L’opportunità di dotare la città di grandi impianti moderni è reale, ma la vera partita per Bologna e per il sindaco si giocherà sulla capacità di gestire la città, il traffico, rassicurare gli ambientalisti e passare dalle intese sulla carta ai cantieri veri e propri.

E tu cosa ne pensi?

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