Quest’oggi, parlando come sempre di Bologna, faremo un esercizio di memoria anche se vi consigliamo di farlo anche fisicamente, dando uno sguardo a Piazza Maggiore. Ebbene, andiamo in piazza e mettiamoci al centro del “Crescentone”, più o meno dove dal 1888 al 1944 c’è stata la statua di Vittorio Emanuele II e guardiamoci attorno.
È una vista meravigliosa, cinque costruzioni imponenti ed importanti per i bolognesi e non solo, in una della più belle piazze d’Italia e del mondo. Presi dalle faccende quotidiane, a volte non ci si pensa. A volte la si vive solo di sfuggita.
Ma non voglio riportarvi in Piazza Maggiore solo per goderne il fascino, quello lo potete fare da soli, ma per distinguere ciò che non è stato cambiato dal momento della costruzione (o almeno da qualche secolo) e ciò che è stato modificato nel corso dei secoli.
Piazza Maggiore: com’è cambiata San Petronio
La facciata di San Petronio è quella che ci ha lasciato il ‘500 quando vennero terminati i due portali minori e non si proseguì la decorazione marmorea, per mancanza di un progetto valido e soprattutto dei mezzi finanziari.

Palazzo dè Banchi, Bologna (© Depositphotos)
Palazzo dè Banchi
Il cosiddetto Palazzo dé Banchi (XV-XVI secolo), una facciata molto scenica posta su vecchie e brutte case, è quello immaginato dal genio del Vignola.
Palazzo del Podestà
Il Palazzo del Podestà è stato restaurato fra ‘800 e ‘900, ma quello su cui si è lavorato e che si è rinnovato è l’aspetto che gli aveva dato Aristotele Fioravanti all’epoca di Giovanni II Bentivoglio (fine ‘400). Quei lavori avevano dato una facciata e un portico rinascimentale al Palazzo costruito fra il 1200 e il 1203.
Diversa sorte subirà invece l’attiguo Palazzo Re Enzo costruito negli anni Quaranta del ‘200, modificato e snaturato moltissime volte e totalmente reinventato da Rubbiani nelle forme attuali.
Modifiche a Piazza Maggiore: il Palazzo del Comune, Palazzo d’Accursio
Anche il palazzo comunale, Palazzo d’Accursio con la sua Torre dell’Orologio, è stato restaurato e reinventato nel secolo scorso. Alcune differenze sono estremamente visibili nella foto d’epoca qui sotto.

Palazzo Comunale e Palazzo dei Notai (Foto Poppi, © Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna)
Palazzo dei Notai
Il quinto edificio che si affaccia in Piazza Maggiore è il Palazzo dei Notai antica sede dell’arte Notaria. Se guardiamo la foto d’epoca qui sopra notiamo che in realtà erano due costruzioni affiancate. Gli interventi del Rubbiani hanno modificato la situazione: oggi si vede un solo edificio nel quale è difficile individuare la doppia provenienza del fabbricato.

Piazza Maggiore (© Google Maps)
Modifiche ai palazzi di Piazza Maggiore, un’integrità solo apparente
Tutto questo per riaffermare una verità che così bene espresse Elena nel suo libro “Urbanistica e Architettura a Bologna agli esordi dell’Unità d’Italia” (edito nel 1978): «La conclamata integrità del centro storico di Bologna dovrebbe più realisticamente essere considerata ‘integrità ottocentesca’ , essendo in effetti abbastanza recente l’attuale volto della città che […] agli esordi del nuovo ordinamento unitario, nella foga di scrollarsi di dosso il secolare retaggio della precedente dominazione, cambiò pelle cancellando non poche testimonianze di un ingombrante passato…».
