Il difficile contesto economico e sociale in cui si trova parte della popolazione si rispecchia anche nei numeri di coloro che hanno fatto domanda per le case popolari in tutta l’Emilia-Romagna: come riportato sull’edizione odierna del quotidiano Repubblica, la Regione ha fatto sapere che da Piacenza a Rimini sono ben 30mila le persone in lista d’attesa, di cui 10mila soltanto nella provincia di Bologna.
Case popolari in Emilia-Romagna, Bologna sopra le 100 assegnazioni all’anno. La Regione: «Sistema afflitto da bassissimo turnover e appartamenti sovradimensionati, per questo le liste d’attese sono lunghe»
La stessa Regione afferma che l’assegnazione delle case popolari deve vedersela con problemi importanti come le «lunghe liste d’attesa, un bassissimo turnover e una diffusa sottoutilizzazione del patrimonio, con alloggi sovradimensionati rispetto ai nuclei familiari». È per questo motivo che l’assegnazione degli alloggi è molto inferiore rispetto alle richieste che arrivano ogni anno: le assegnazioni annue sono 1.900 e solo nella provincia di Bologna quest’anno sono state recapitate 10mila domande (circa un terzo del totale).
Il capoluogo emiliano, tuttavia, è una delle due sole città dell’Emilia-Romagna ad aver superato le 100 assegnazioni annue. Ciò fa di Bologna una città a «turnazione medio-alta» rispetto agli altri centri della regione. Basti pensare che in tutto il 2024 ben 90 Comuni non hanno assegnato nemmeno un alloggio.
Ora, però, la Regione ha deciso di attivarsi per cambiare il sistema, legato a una legge risalente addirittura al 2001. L’obiettivo è trasformare l’Edilizia residenziale pubblica (conosciuta anche con la sigla ERP) da «sistema fondato su permanenze di fatto illimitate a servizio pubblico dinamico». In altre parole, le case popolari devono avere un ricambio continuo, venendo assegnate in base alle esigenze di chi ne usufruisce.
La disparità demografica, infatti, è forte: gran parte delle persone che vivono già da tempo in ERP sono italiani (74,9%) e anziani soli (62,5%). In lista d’attesa, invece, troviamo anche famiglie numerose, composte da tre o quattro persone (35%).
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