Nell’intervista condotta da Marco Tarozzi nella puntata di “Tutta mia è la città” che recuperiamo oggi, si parla del Circolo Arci San Lazzaro assieme al Presidente Matteo Cioni, che racconta l’evoluzione di questo spazio che, partendo da un piccolo fienile nel 1977, è diventato oggi un punto di riferimento per migliaia di persone.
Situato poco oltre il ponte sul Savena, a San Lazzaro di Savena, il Circolo Arci San Lazzaro non è solo un centro ricreativo ma una realtà da record europeo che promuove socialità e cultura anche fuori dal Comune limitrofo a quello di Bologna.
Arci San Lazzaro: numeri da record con un modello unico
Con un numero tra i 7.000 ed 8.000 soci attivi e una superficie che include sale come il Paradiso e la Sala 77 (1.400 mq), l’Arci San Lazzaro è uno dei circoli più grandi d’Europa per frequentazione quotidiana, e ciò che distingue ancora di più la sua struttura sono i quasi 50 dipendenti, che la rendono una sorta di “azienda della socialità” che reinveste ogni ricavo in servizi per la comunità.
Matteo Cioni: valori e inclusione sono la chiave, il circolo è aperto a tutti
Il motto del circolo, voluto dal compianto ex presidente Franco Fanizzi, è chiaro: l’ingresso è sconsigliato a chi professa omofobia, fascismo o razzismo. Nonostante una chiara identità di sinistra, Cioni sottolinea che il circolo è aperto a tutti coloro che rispettano il prossimo e il luogo. È un esempio virtuoso di inclusività, dove gli anziani possono trascorrere la giornata senza l’obbligo di consumare, combattendo la solitudine con una tessera annuale dal costo simbolico.
Un ponte generazionale: dal Liscio al Canyoning
Altro punto chiave per il successo di questo circolo, è l’offerta diversificata, che riesce a unire diverse fasce d’età grazie a una programmazione a dire poco eterogenea.
La tradizione, che si compone da corsi di ballo liscio, gioco delle bocce e un ristorante self-service con prezzi popolari, si affianca alla cultura internazionale con il Festival Paradiso Jazz e il Reno Folk Festival, ed attività del tutto innovative fisiche nella natura riservate ai giovani come il trekking e il canyoning.
L’Eredità di Franco Fanizzi e il futuro
L’impronta di Franco Fanizzi è ancora vivissima: la sua capacità di fare scelte coraggiose senza curarsi del giudizio altrui continua a guidare la gestione attuale. Mentre il circolo si prepara a importanti investimenti per il rinnovo delle strutture, lo sguardo è già rivolto al 2027, anno in cui si celebrerà il 50º anniversario della fondazione con eventi speciali ancora in fase di definizione.
La cosa più interessante è che l’Arci San Lazzaro è la dimostrazione vivente che è possibile trasformare il volontariato degli anni ’70 in una struttura professionale moderna senza perderne lo spirito originario: un luogo dove la socialità resta il valore primario.
