Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, la società calcistica Bologna FC 1909 e l’ente BolognaFiere hanno presentato al Comune il progetto del nuovo stadio cittadino: la struttura sorgerà all’interno del distretto fieristico, in una zona strategica situata tra la ferrovia e l’autostrada, e sarà raggiungibile anche tramite il futuro tram. Si tratterà di un moderno impianto polifunzionale, capace di ospitare eventi sportivi ma anche spettacoli e attività fieristico-congressuali.
Nuovo stadio di Bologna, obiettivo Euro 2032. Progetto in mano all’ingegnere Massimo Majowiecki
Sul Corriere di Bologna Fernando Pellerano racconta come l’idea del nuovo stadio abbia convinto anche l’Amministrazione comunale, al punto che il sindaco Matteo Lepore ha deciso di candidare la futura struttura a ospitare gli Europei del 2032. Al momento i posti disponibili sono 5, ma se l’impianto dovesse possedere i requisiti previsti è possibile che entri nell’elenco come sede di riserva. Quello che è certo è che l’obiettivo è realizzare un’infrastruttura all’avanguardia, che sia in grado di ospitare varie tipologie di eventi e che possa rendere Bologna ancora più attrattiva.
Fra due mesi verrà presentato il primo progetto ma intanto la copertura dell’impianto è stata affidata a Massimo Majowiecki, ingegnere bolognese che da decenni contribuisce alla costruzione di stadi in giro per il mondo (e che aveva anche curato il restyling dello Stadio Dall’Ara prima che il progetto venisse abbandonato). Secondo le prime ipotesi, la struttura potrebbe avere una copertura totale (più costosa) oppure, più verosimilmente, una tettoia retraibile da adattare al tipo di evento.

Bologna Fiere (Crediti immagine: Comune di Bologna)
Un nuovo investitore si fa avanti: «Grande opportunità per Bologna, Emil Banca pronta a investire nel progetto»
Nella lettera d’intenti presentata al Comune, il Bologna Calcio e BolognaFiere hanno comunicato l’intenzione di collaborare per verificare le condizioni tecniche, urbanistiche, infrastrutturali ed economico-finanziarie necessarie alla sua realizzazione. Resta il nodo degli investimenti, dato che le prime stime parlano di un’infrastruttura che costerà tra i 250 e i 300 milioni di euro.
Non è ancora chiaro se ci saranno anche incentivi statali, ma intanto il primo investitore, attratto da un progetto di tale portata fortemente desiderato e atteso da gran parte dei bolognesi, si è già fatto avanti. Come scrive Nicholas Masetti sul quotidiano Il Resto del Carlino, Emil Banca ha deciso di scendere in campo. «Noi ci siamo. Non viviamo solo per svolgere il nostro ruolo di banca tradizionale, ma anche per sviluppare il territorio in cui operiamo – ha dichiarato il presidente Gian Luca Galletti – Il presidente Calzolari aveva parlato di un coinvolgimento dei privati. Questa è una grandissima occasione per dare un contributo allo sviluppo di Bologna, per questo vorremmo entrare in partita sia come partner strategici che come finanziatori dell’opera. Costi elevati? La città ci guadagnerà. Di quest’opera a Bologna si discute da vent’anni, credo sia giunto il momento di realizzarla».

L’iconico centro di Bologna (©RadiaBo)
Le associazioni dei tifosi rossoblù: «Siamo soddisfatti, speriamo che il nuovo stadio venga completato in tempi ragionevoli»
Sempre sul Resto del Carlino, Massimo Vitali dà anche la parola alle associazioni dei tifosi del Bologna FC. «Esprimiamo soddisfazione riguardo la costruzione del nuovo stadio, confidiamo che sia raggiunto in tempi ragionevoli nell’ovvio rispetto delle regole. Auspichiamo che, nei tempi giusti, siano coinvolte tutte le realtà che andranno a usufruire dell’opera in un percorso concreto di partecipazione» scrive il Centro Bologna Clubs.
Futuro Rossoblù, un’altra associazione nata ne 2010, aggiunge: «L’idea di una nuova struttura nell’area fieristica rappresenta una svolta in termini di modernità, accessibilità, visione futura per il club ed è indispensabile per una città che guardi al futuro».
Le proteste degli ambientalisti: «Ancora cemento, inquinamento e consumo di suolo»
Intanto, però, arrivano anche le prime proteste, avanzate in particolar modo dai gruppi ambientalisti. Sul numero odierno di Repubblica, Marco Merlini riporta anche il punto di vista di coloro che si sono detti contrari alla costruzione del nuovo impianto.
«Ancora cemento, ancora consumo di suolo, ancora progetti che alimentano il traffico e aggravano l’inquinamento atmosferico e acustico. È incomprensibile come la questione ambientale continui a lasciare indifferenti i nostri amministratori, che non rispettano le promesse e difendono progetti controversi e interessi dei privati, La nostra città è ai primi posti a livello nazionale per l’aumento della densificazione del nucleo urbano» affermano gli attivisti di Verdi ribelli e di Com.bo, l’assemblea dei comitati ambientalisti di Bologna. Pur avendo bocciato il nuovo stadio, questi ultimi si erano detti favorevoli al restyling del Dall’Ara poiché avrebbe aiutato a riqualificare l’area e il verde circostante.
