Per chi è alla ricerca di una stanza o di un appartamento a Bologna in vista del nuovo anno accademico arriva almeno un piccolo segnale positivo. I prezzi degli affitti mostrano infatti una lieve flessione praticamente in tutta la città: secondo i dati di Immobiliare.it, a luglio il costo medio delle locazioni si è attestato a 16,44 euro al metro quadrato, il 3,58% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Una riduzione ancora contenuta, soprattutto se confrontata con il forte aumento registrato negli ultimi anni, ma che potrebbe rappresentare una prima inversione di tendenza in un mercato diventato particolarmente difficile per studenti e giovani lavoratori.
Il confronto con il passato, tuttavia, ridimensiona l’ottimismo. Nel luglio 2021 il prezzo medio era infatti di 13,20 euro al metro quadrato, circa un quarto in meno rispetto a oggi. La distanza dai livelli di cinque anni fa resta quindi evidente, anche se alcune zone stanno registrando cali più consistenti. In particolare, la Cerchia dei Mille scende del 4,18%, con un prezzo medio di 18,09 euro al metro quadrato, mentre nell’area aeroporto-Borgo Panigale la diminuzione arriva al 6,8%, portando il valore a 14,70 euro.
Dove si risparmia di più?
La riduzione interessa diverse aree della città. A Murri-Massarenti il calo sfiora il 4%, con una media di 15,93 euro al metro quadrato, mentre Bolognina-Corticella-Pescarola scende del 4,2%, arrivando a 15,42 euro. Diminuzioni anche a Barca-Santa Viola, San Donato-Pilastro e San Vitale-Mazzini. Più contenuta la flessione in via Toscana-Savena, mentre i Colli rimangono sostanzialmente stabili e continuano a essere tra le zone più costose.
Per gli studenti il problema caro affitti resta
Il lieve calo non cancella però le difficoltà di chi arriva a Bologna per studiare. «A Bologna gli affitti degli studenti fuorisede superano i 6.000 euro l’anno», sottolinea Nicolò Francesco Righi, coordinatore di Student Office Bologna. Una cifra che, sommata alle altre spese universitarie, può incidere sulle scelte delle famiglie e persino sulla possibilità di frequentare l’Ateneo.
Secondo Righi servono più studentati, incentivi per mettere sul mercato gli immobili sfitti e maggiori risorse per i contributi all’affitto: «Il problema abitativo non può però essere affrontato attraverso un singolo intervento. Serve una strategia che tenga insieme Comune, Regione e Università, con strumenti diversi ma coordinati tra loro».
