Nicolosa Sanuti Castellani fu una donna bolognese di grande spessore che, in qualche modo, si incrociò con la vita della famiglia Bentivoglio, di Sante Bentivoglio in particolare, sebbene non ne fu la moglie. Ma per parlare di Nicolosa, bisogna partire dal contesto e proprio da Sante Bentivoglio.
Sante Bentivoglio e il matrimonio con Ginevra Sforza
Sante Bentivoglio trentenne signore di Bologna prese moglie nel 1454, ma il suo fu un matrimonio politico: la scelta cadde su Ginevra Sforza, figlia del signore di Pesaro, fratello del duca di Milano, in modo da rafforzare l’alleanza tra Bologna e Milano.
Il matrimonio fra il trentenne Sante e la quattordicenne Ginevra fu estremamente sfarzoso e incorse nelle ire del Cardinale Bessarione che aveva emanato norme contro il lusso ostentato (leggi suntuarie). Il corteo nuziale di 634 coppie di nobili vestiti con abiti lussuosissimi per le nozze, trovò sbarrate le porte di San Pietro e il matrimonio fu dirottato a San Giacomo, già allora chiesa “personale” dei Bentivoglio.
Il matrimonio fu poi come tutti i matrimoni politici; poco affetto fra i coniugi e i figli doverosi, in questo caso due: Costanza, che sposerà Antonio Pico signore di Mirandola, ed Ercole.
Ma il grande amore di Sante Bentivoglio era e restò Nicolosa Sanuti, la donna più bella ed elegante di Bologna, nata Castellani e moglie dell’anziano Conte di Porretta (fedelissimo dei Bentivoglio), che per lei aveva fatto costruire il Palazzo Sanuti, in via D’Azeglio 31.

Palazzo Sanuti oggi Bevilacqua (Fondo Poppi – © Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna)
Nicolosa Sanuti contro le leggi suntuarie
Nicolosa è una di quelle Grandi Donne bolognesi di cui spesso parliamo in queste pagine: non era solo bella, ma soprattutto era colta e intelligente, tanto che l’anno precedente, nel 1453, alla pubblicazione delle leggi suntuarie del Cardinale Bessarione sulla ostentazione del lusso osò pubblicamente contrastarlo. Lo fece con uno scritto che, seppur difficilmente tutta opera sua, fece epoca: una donna che pubblicamente sfida sul piano culturale un cardinale noto per la sua sapienza!
Nel suo scritto Nicolosa difende la possibilità per le donne di alto rango sociale e culturale di manifestare il proprio status attraverso lo sfoggio di abiti e gioielli: «Poiché si vieta alle donne di entrare nelle magistrature, nella milizia, nel sacerdozio, queste non tollerano che siano loro tolti anche gli abbigliamenti simbolo della loro femminilità».
Le rispose il canonico Matteo Bosso, collaboratore di Bessarione che, oltre a giustificare il bando, aggiunse sprezzante che la lettera «ben motivata e scritta in un latino corretto, non poteva essere opera di una donna». L’ordinanza non fu ritirata e, anzi, l’anno dopo colpì, come abbiamo già detto, il corteo nuziale di Sante e Ginevra. Le dame bolognesi, per aver disubbidito al decreto, furono addirittura scomunicate!
Il vero amore di Sante: Nicolosa Sanuti
Ma, come abbiamo già detto, il vero amore di Sante Bentivoglio era Nicolosa Sanuti, e una relazione tra i due ci fù, e durò fino alla morte di lui nel 1463. Nicolosa a quel punto sparisce dalle cronache per riapparire nel 1505, alla sua morte, quando lascia il palazzo ereditato dal marito, alla famiglia Bentivoglio.
Palazzo Sanuti diventò così Bentivoglio e in esso abitò Annibale II, effimero signore per un anno, fra il 1511 e il 1512. Poi passò ai Campeggi e in una sua sala (accuratamente conservata) si svolse una piccola parte del Concilio di Trento. Dopo i Campeggi fu dei Malvezzi, poi dei Vincenzi di Ferrara ed infine dei Bevilacqua che lo detengono e lo abitano tuttora.

Palazzo Sanuti a Fontana (© Simone Gallini e Fabio Risi – Sasso Marconi Foto)
La residenza Sanuti di Sasso Marconi
Una importante testimonianza di quei tempi e di Nicolosa è a Sasso Marconi, in località Fontana. Qui i Conti Sanuti fecero costruire una residenza che era la tappa intermedia dei loro viaggi a Porretta. E a Fontana il Palazzo c’è ancora, seppur non in buonissime condizioni. Quando si costituì il Comune di Sasso (non ancora Marconi, ma ‘Comune di Sasso e Praduro’) il palazzo Sanuti ne fu la prima sede.
Nicolosa è rimasta nell’immaginario collettivo di Bologna ispirando sagre (a Fontana) e scritti, fra cui un lungo racconto e un poemetto di quel bel matto del nostro amico Sandro Samoggia “il fanatico di Bologna”.
Nicolosa Castellani nella Treccani
Per avere ulteriori informazioni su Nicolosa Sanuti Castellani, prendiamo informazioni direttamente dalla Treccani:
Nicolosa Castellani nacque presumibilmente tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta del Quattrocento dal notaio Antonio Castellani e da Margherita Franchini; ebbe una sorella, Giovanna. Non ci sono giunte notizie sulla sua vita precedente il matrimonio, celebrato il 6 aprile 1446, con Nicolò Sanuti, nobile bolognese e dottore in legge, con dote di 5000 lire.
Nel 1448 assunse il titolo di contessa della Porretta in seguito alla nomina del marito alla guida della neonata contea.
Trent’anni dopo, Sabadino degli Arienti, nella raccolta di novelle ambientate nella contea intitolata “Le porrettane”, descrisse la contessa come una donna particolarmente bella e ricercata nel vestire.
