Prima di tagliare il nastro al Cersaie di Bologna, il ministro delle imprese Urso si è seduto al tavolo con l’amministratore delegato di Ducati, Stefano Domenicali. Colloqui fitti e promesse da parte del governo, affinché la realtà italiana torni tra le mani di un imprenditore italiano, qualora Volkswagen decida di vendere l’azienda. Il valore di Ducati, secondo quanto riportato da Nicholas Massetti sulle colonne dell’edizione odierna de il Corriere di Bologna, sfiora l’1,25 miliardi di valutazione: una realtà in salute e solida finanziariamente parlando, con 1.800 lavoratori.
Venerdì ci dovrebbe essere l’incontro sull’asse Italia-Germania, tra Urso e dirigenti Volkswagen. Le parole del ministro a margine dell’apertura del Cersaie: «Io credo che sia giunto il momento che Ducati torni pienamente nelle mani italiane».
La storia recente di Ducati
Ducati, non giriamoci attorno, è un vanto per l’Italia e per l’Emilia Romagna. Il governo così come la regione e il comune di Bologna sono scesi in campo rilasciando delle dichiarazioni a favore del cambio di marcia sull’azienda di Borgo Panigale. Ducati passò in mano al colosso tedesco di Wolfsburg, Volkswagen, nel 2012: appartiene al Gruppo attraverso il marchio Audi. Urso sulla situazione che da settimane interessa l’opinione pubblica dichiara quanto segue. «Noi siamo pronti a ogni evenienza per trovare una soluzione che sia sostenibile nel tempo. Siamo pronti a utilizzare anche la carta della Golden Power.»
All’incontro di Borgo Panigale erano presenti Emanuele Orsini (presidente di Confindustria), Michele de Pascale (presidente dell’Emilia-Romagna) e Matteo Lepore (sindaco di Bologna). L’amministratore delegato di Ducati, Stefano Domenicali, ha commentato così l’incontro con le istituzioni: «l’attenzione e la vicinanza che ci riservano è motivo di grande orgoglio. Una testimonianza concreta del valore che la nostra azienda rappresenta per il Paese. Ci sprona a proseguire nel percorso di crescita e innovazione che ha portato Ducati ai risultati straordinari raggiunti negli ultimi anni».
Le dichiarazioni della politica
Orsini sposta il baricentro dell’attenzione sui lavoratori. «Faremo tutto ciò che serve per poter dare una mano a mantenere l’occupazione. Dietro le duemila persone c’è un mondo importante. Bisogna però capire cosa farà Volkswagen. Questo è anche il risultato plastico di ciò che sta accadendo in Europa».
Gli fa da eco de Pascale che nel giorno stesso dell’annuncio del piano-Volkswagen aveva chiesto un’attenzione nazionale per Ducati. «Abbiamo lanciato un segnale molto chiaro alla casa madre. Le istituzioni italiane pretendono di essere ascoltate e di partecipare alle scelte strategiche di un brand che per l’Italia è strategico e che è uno dei simboli dell’ingegneria italiana a livello globale».
Chiude la rassegna Lepore: «Ducati è un’azienda sana e merita di avere un futuro. In questo momento la crisi è in Germania e abbiamo bisogno che non si porti dietro Ducati».
