Entra nella sua fase cruciale la vicenda legata al nuovo stadio di Bologna che dovrebbe sorgere in zona Fiera.
In un resoconto firmato da Marco Bettazzi sulle pagine di la Repubblica, si analizzano le prossime scadenze e le incognite ancora aperte in vista dell’imminente decisione.
Il piano finanziario, i tempi stringenti e il nodo degli investitori
Il piano punta a realizzare una struttura polifunzionale e all’avanguardia su terreni fieristici situati tra la ferrovia e l’autostrada, con una capienza stimata tra i 34 mila e i 45 mila posti a seconda delle configurazioni per partite o concerti.
L’operazione finanziaria ammonta a circa 300 milioni di euro e richiede il rispetto di tempi stringenti: la data chiave è il 30 settembre, termine ultimo per candidare l’impianto ospitante per gli Europei 2032 e accedere così a un contributo statale fra i 25 e i 30 milioni di euro.
Resta fondamentale il coinvolgimento del Bologna FC che dovrebbe investire circa 70 milioni e definire la cordata di investitori locali e possibili partner tecnici.
Nonostante la prudenza del club, ai piani alti di Fiera e Comune si professa comunque un certo ottimismo sul buon esito dell’operazione.
In merito alle trattative in corso, il primo cittadino Matteo Lepore ha dichiarato:
«Non posso dire che sarà certo […] lo sapremo fra due settimane, si stanno cercando gli imprenditori. Ma se si farà sarà un progetto importante».
Il futuro del Dall’Ara
In parallelo al nuovo impianto, si riflette sul riutilizzo e sulla salvaguardia dello storico Renato Dall’Ara.
Per rassicurare la cittadinanza su eventuali speculazioni edilizie, il sindaco Lepore ha precisato:
«Resterà del Comune, finché ci sarò io non ci saranno speculazioni […] faremo un concorso di idee, potrebbe ospitare gli altri sport e la casa dei tifosi del Bologna Calcio».
