Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Garisenda, conclusa la posa degli 80 micropali: primo passo verso la messa in sicurezza

A quasi tre anni dall’apertura del cantiere, si completa la posa delle fondamenta destinate a sostenere i maxitiranti. Ora si guarda all’installazione delle grandi strutture di stabilizzazione, mentre l’obiettivo per la conclusione dei lavori resta il 2028.

De Pasquale su Bologna - Le due torri di Bologna, Garisenda e Asinelli
Le due torri di Bologna, Garisenda e Asinelli (© Wikipedia)

La messa in sicurezza della Garisenda segna una nuova tappa. A quasi tre anni dall’apertura del cantiere, avvenuta il 23 ottobre 2023, si è conclusa la posa degli circa ottanta micropali. Questi costituiranno le fondamenta del sistema destinato a stabilizzare la torre medievale. Un primo traguardo per Bologna, che da tempo attende di conoscere il destino di uno dei suoi simboli più riconoscibili, finito sotto osservazione per le condizioni strutturali.

Il lavoro non è però concluso: quello appena completato rappresenta soltanto il primo dei tre interventi principali previsti. La fase successiva consisterà nell’installazione di due grandi tralicci, o maxitiranti, collocati a nord e a ovest della torre. Per il loro posizionamento si stima che serviranno ancora circa dieci mesi. Una volta stabilizzata la struttura, si procederà con le iniezioni di malta, necessarie a consolidare la muratura.

Le Due Torri di Bologna (© Roberto Castano - Pexels)

Le Due Torri di Bologna (© Roberto Castano – Pexels)

Dalla Torre di Pisa alla Garisenda

I due maxitiranti sono stati testati a Cesena all’inizio del 2026 e derivano dalla tecnologia utilizzata negli anni Novanta per mettere in sicurezza la Torre di Pisa. I sistemi sono stati aggiornati con dispositivi più moderni, tra cui martinetti per controllare gli spostamenti e meccanismi basati sull’azoto, pur mantenendo un principio d’azione fondato sulla gravità. Il progetto comprende anche una struttura metallica attorno alla parte inferiore della Garisenda e una rete di sensori per monitorarne le condizioni, con il contributo di esperti di diverse università.

La tutela passa anche dalla viabilità

Per Raffaele Milani di Italia Nostra, la messa in sicurezza dovrebbe accompagnarsi a misure più ampie per proteggere le torri dalle vibrazioni del traffico. L’associazione auspica in particolare che i mezzi pesanti, autobus compresi, vengano allontanati dalle strade vicine a piazza di Porta Ravegnana. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2028: un traguardo che potrebbe consentire anche la riapertura al pubblico della Torre degli Asinelli, attualmente chiusa.

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *